28 febbraio 2017

Treviso: Celebrazione e chiusura del Giubileo dell'Istituto

In questi giorni le Figlie di San Camillo di Treviso hanno celebrato i 125 anni della Fondazione della loro Famiglia religiosa e oggi terminano il Giubileo indetto per ricordare questo evento di grazia.
P. Luigi Tezza, nato a Conegliano nel 1841, rimasto orfano di padre e, una volta entrato tra i Camilliani; sua madre si consacrò tra le Monache della Visitazione, diventato sacerdote sognava che vi fossero religiose dedite alla cura degli infermi, che meglio esprimessero loro l’affetto materno sulle orme di San Camillo. Ebbe la provvidenziale opportunità di incontrare una ragazza, gracile di salute e rifiutata da altri istituti, Giuditta Vannini.
Il 2 Febbraio 1892 ebbe inizio questo nuovo Istituto religioso delle Camilliane, grazie a tre ragazze tra le quali abbiamo la cofondatrice Madre Giuseppina Vannini.
Preghiamo questi due Beati Cofondatori delle #camilliane perché infonda loro un autentico affetto materno, da esprimere presso tutti gli ammalati. 
Preghiamo perché queste vocazioni aumentino, perché oggi più che mai nel progresso della Medicina si è prolungata la vita degli ammalati, ma sono cresciuti i bisogni di cuori materni che rendano più confortevole la loro e nostra esistenza. 
Padre Gianmaria Munaretto (Chierico regolare di Somasco)



Portogallo: Comemoração dos 125 Anos da Congregação FSC em Lamego

26 febbraio 2017

Grottaferrata: sabato 4 febbraio Parrocchia San Pio X riceve il Cuore di Camillo. Giubileo dell'Istituto

Bellissima preparazione da don James (parroco della Parrocchia San Pio X) per l'accoglienza della Reliquia del Cuore di San Camillo. 
Ecco alcune foto di un pomeriggio di preghiera e adorazione insieme alla comunità parrocchiale.
Santa Messa presieduta da padre Modesto, camilliano insieme a don James e il Diacono permanente Luigi 
“Avere il coraggio di vivere una fede impegnativa, una fede che si apre al amore del prossimo – ha esordito don James nella sua omelia – Voi siete il sale della terra e la luce del mondo, il Signore chiede a noi di essere sigillati in una alleanza d’amore, di fedeltà, di concretezza, saper dare testimonianza profetica, coraggiosa, leale e serena.”
“Dare voce alla fede – ha proseguito don James scendendo al concreto – parlare di Cristo con la nostra vita, e per parlare di Cristo bisogno parlare con Cristo, essere una voce che trasmette fiducia, calore e accoglienza, essere una voce che è capace di abbracciare… In modo particolare oggi il Signore chiede a noi attraverso il Cuore di San Camillo di mettere in opera il Vangelo, saper chinarci sulle ferite, saper toccare le ferite, saper confortare, saper consolare, saper dare Cristo. Come San Camillo che ha saputo mettere nelle ferite di tanti fratelli il balsamo dell’amore, del servizio, della compassione e soprattutto il balsamo della misericordia. San Camillo aveva un Cuore che batteva sempre per Cristo perché Cristo era dentro di lui.” Concludendo ci ha esortato ad “essere cristiani calorosi, ad abbracciare il Vangelo per essere una voce viva, una luce che arde per i fratelli feriti fisicamente e spiritualmente con più cuore nelle mani! In ogni cosa ci sia il Cuore di Cristo, nelle nostre parole nel nostro fare e dire ci sia il Cuore di Cristo!

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