30 luglio 2016

«Tenetevi lontani da ogni cupidigia» Commento al Vangelo del 31 luglio 2016, XVIII domenica del TO

Generalmente la seconda lettura è un testo a parte rispetto alla prima e al Vangelo, che sono collegati nel tema proposto. Invece la lettera di Paolo ai Colossesi proposta come seconda epistola in questa domenica, sembra fare da cerniera tra gli altri due testi, quello del Qoèlet e il Vangelo di Luca. Così esorta l’Apostolo delle genti: Cercate le cose di lassù... rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Queste battute condensano bene il tema proposto dalla liturgia della Parola per questa domenica estiva. La questione è sempre quella: l’attaccamento ai beni della terra, tralasciando ciò che davvero conta nella vita, ossia Dio. Quando si dice Dio si vuol dire amore, gioia, felicità, serenità, pace, eternità, fraternità, condivisione, compassione, misericordia, vita. Eppure l’uomo, ogni uomo, lega tutte queste realtà a dèi minori, pensando di trovare tutto in un potere inesistente, in una economia ingiusta, in una vita tristemente isolata, in relazioni ghettizzate e possessive, in tempi persi a svaghi controproducenti, in oggetti finiti. Tutte queste cose il Qoèlet le chiama vanità che non danno profitto di nessun genere, che, anzi, appesantiscono la vita stessa, la rendono schiava di finitezze. Gesù dal canto suo invita: tenetevi lontani da ogni cupidigia perché la vita non dipende da ciò che si possiede. Siamo invitati a vivere una libertà di spirito che non ci fa prigionieri di ciò che è terreno. È questa libertà che rende bella la vita, che la rende leggera, che la colora di pace e di amore, che la dipinge di armonia e di quiete, che le dona una intonazione di compassione e di gioia. Per vivere questa libertà di spirito è necessario vivere una spoliazione spirituale. È quella spoliazione che visse san Francesco d’Assisi quando aveva compreso che non erano le cose di quaggiù a renderlo felice, ma soltanto Dio poteva riempire la sua esistenza. 
Beati i poveri in spirito ha detto Gesù. Beati cioè, quelli che non si attaccano alle cose futili e passeggere di questo mondo; beati quelli che non legano il loro tempo alla vanagloria proposta da certe ideologie del momento; beati coloro che non perdono tempo ad accumulare ricchezze che non potranno certamente essere eterne; beati quelli che si servono di ciò che realmente serve per vivere una vita dignitosa senza incastrare la vita in quelle stesse cose. 
Bellissima quella vela affrescata che si trova sulla volta della Basilica Inferiore di Assisi che raffigura lo sposalizio tra Francesco e Madonna Povertà. Giotto ha saputo esprimere col suo genio artistico la profondità spirituale dello spirito di san Francesco, il quale aveva adottato il criterio della povertà non fine a se stessa ma come stile di vita. Sposando quello stile, Francesco ha vissuto una vita spiritualmente libera, orientata, per dirla con Paolo, alle cose di lassù. 
Ciascuno di noi è legato a certe cose nella vita, anche a certi affetti. Non si può non ammettere che anche gli affetti possono imprigionare una vita, impedendo un percorso che orienti alla piena realizzazione. Anche gli affetti verso una persona possono essere degli dèi. Divinizzando i legami, anche quelli affettivi, è come avere una palla al piede che impedisce il cammino verso Dio. Sempre san Francesco volle vivere il distacco anche dagli affetti familiari quando, rinunziando a tutti i beni della terra, proferì queste parole: Finora ho chiamato Pietro di Bernardone padre mio. D’ora in poi voglio dire: Padre nostro, che sei nei cieli. Non era certamente non riconoscere più suo padre, ma ribadire il suo attaccamento a Dio e non alla terra. 
La Parola di questa domenica non ci invita a qualche privazione, ma a saper orientare il nostro sguardo al cielo, sciogliendo tutte quelle catene che ci legano e ci impediscono di spiccare nuovi voli. È un invito a saper guardare in alto senza tenere troppo china per terra la nostra testa. Non dobbiamo vedere la povertà in spirito come privazione imposta, ma come criterio di vita che alleggerisce il cuore e la mente per volare sempre più in alto. Ce lo suggerisce un giovane santo dei nostri tempi, il beato Pier Giorgio Frassati, quando ci dice Verso l’alto! 
Onofrio Antonio Farinola*
Sacerdote capuccino

La gioia di varcare la Porta Santa

Giovedì, 28 luglio, anche alcune delle nostre Sorelle "giovani di tanti anni" hanno avuto la gioia di varcare la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Dopo un breve percorso lungo la Piazza San Pietro, fatto con tanta devozione e accompagnato dalla recita del Rosario, le pellegrine sono arrivate davanti alla Porta Santa simbolo di Cristo che ci accoglie nel Suo Cuore e ci perdona sempre!

All'interno della Basilica non poteva mancare una foto
 sotto l'imponente statua del Santo Padre Camillo! 
 



Rendete grazie al Signore perché è Buono,
perchè il suo amore è per sempre (Sl 135,1)



28 luglio 2016

Pensieri frasi del nostro Santo padre Camilo

Discorso del Santo Padre Giornata Mondiale della Gioventù. Giovedi 28 luglio

Cari giovani, buon pomeriggio. Finalmente ci incontriamo! Grazie per questa calorosa accoglienza! Ringrazio il Cardinale Dziwisz, i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi e tutti coloro che vi accompagnano. Grazie a coloro che hanno reso possibile la nostra presenza qui oggi, che si sono “messi in gioco” perché potessimo celebrare la fede. In questa sua terra natale, vorrei ringraziare specialmente san Giovanni Paolo II, che ha sognato e ha dato impulso a questi incontri. Dal cielo egli ci accompagna nel vedere tanti giovani appartenenti a popoli, culture, lingue così diverse con un solo motivo: celebrare che Gesù è vivo in mezzo a noi. E dire che è Vivo, è voler rinnovare il nostro desiderio di seguirlo, il nostro desiderio di vivere con passione la sequela. Quale occasione migliore per rinnovare l’amicizia con Gesù che rafforzare l’amicizia tra di voi! Quale modo migliore per rafforzare la nostra amicizia con Gesù che condividerla con gli altri! Quale modo migliore per sperimentare la gioia del Vangelo che voler “contagiare” la sua Buona Notizia in tante situazioni dolorose e difficili! Gesù è Colui che ci ha convocati a questa trentunesima Giornata Mondiale della Gioventù; è Gesù che ci dice: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7). Beati sono coloro che sanno perdonare, che sanno avere un cuore compassionevole, che sanno dare il meglio di sé agli altri. Cari giovani, in questi giorni la Polonia si veste a festa; in questi giorni la Polonia vuole essere il volto sempre giovane della Misericordia. Da questa terra con voi e anche uniti a tanti giovani che oggi non possono essere qui, ma che ci accompagnano attraverso i vari mezzi di comunicazione, tutti insieme faremo di questa giornata una vera festa giubilare. Nei miei anni vissuti da Vescovo ho imparato una cosa: non c’è niente di più bello che contemplare i desideri, l’impegno, la passione e l’energia con cui tanti giovani vivono la vita.
Quando Gesù tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi sono capaci di azioni veramente grandiose. È stimolante, sentirli condividere i loro sogni, le loro domande e il loro desiderio di opporsi a tutti coloro che dicono che le cose non possono cambiare. E’ un dono del cielo poter vedere molti di voi che, con i vostri interrogativi, cercate di fare in modo che le cose siano diverse. E’ bello, e mi conforta il cuore, vedervi così esuberanti. La Chiesa oggi vi guarda e vuole imparare da voi, per rinnovare la sua fiducia nella Misericordia del Padre che ha il volto sempre giovane e non smette di invitarci a far parte del suo Regno. Conoscendo la passione che voi mettete nella missione, oso ripetere: la misericordia ha sempre il volto giovane. Perché un cuore misericordioso ha il coraggio di lasciare le comodità; un cuore misericordioso sa andare incontro agli altri, riesce ad abbracciare tutti. Un cuore misericordioso sa essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l’ha perduta, sa creare un ambiente di casa e di famiglia per chi ha dovuto emigrare, è capace di tenerezza e di compassione. Un cuore misericordioso sa condividere il pane con chi ha fame, un cuore misericordioso si apre per ricevere il profugo e il migrante. Dire misericordia insieme a voi, è dire opportunità, è dire domani, impegno, fiducia, apertura, ospitalità, compassione, sogni. Voglio anche confessarvi un’altra cosa che ho imparato in questi anni. Mi addolora incontrare giovani che sembrano “pensionati” prima del tempo. Mi preoccupa vedere giovani che hanno “gettato la spugna” prima di iniziare la partita. Che si sono “arresi” senza aver cominciato a giocare. Che camminano con la faccia triste, come se la loro vita non avesse valore. Sono giovani essenzialmente annoiati... e noiosi. E’ difficile, e nello stesso tempo ci interpella, vedere giovani che lasciano la vita alla ricerca della “vertigine”, o di quella sensazione di sentirsi vivi per vie oscure che poi finiscono per "pagare"... e pagare caro. Fa pensare quando vedi giovani che perdono gli anni belli della loro vita e le loro energie correndo dietro a venditori di false illusioni (nella mia terra natale diremmo “venditori di fumo”) che vi rubano il meglio di voi stessi. Per questo, cari amici, ci siamo riuniti per aiutarci a vicenda, perché non vogliamo lasciarci rubare il meglio di noi stessi, non vogliamo permettere che ci rubino le energie, la gioia, i sogni con false illusioni. Cari amici, vi chiedo: volete per la vostra vita quella “vertigine” alienante o volete sentire la forza che vi faccia sentire vivi, pieni? Vertigine alienante o forza della grazia? Per essere pieni, per avere una forza rinnovata, c’è una risposta; non è una cosa, non è un oggetto, è una persona ed è viva, si chiama Gesù Cristo. Gesù Cristo è colui che sa dare vera passione alla vita, Gesù Cristo è colui che ci porta a non accontentarci di poco e a dare il meglio di noi stessi; è Gesù Cristo che ci interpella, ci invita e ci aiuta ad alzarci ogni volta che ci diamo per vinti. È Gesù Cristo che ci spinge ad alzare lo sguardo e sognare alto. Nel Vangelo abbiamo ascoltato che Gesù, mentre sta andando a Gerusalemme, si ferma in una casa – quella di Marta, Maria e Lazzaro – che lo accoglie. Di passaggio, entra nella loro casa per stare con loro; le due donne accolgono colui che sanno è capace di commuoversi. Le molte occupazioni ci fanno essere come Marta: attivi, distratti, sempre di corsa di qua e di là... ma spesso siamo anche come Maria: davanti a un bel paesaggio, o un video che ci manda un amico nel cellulare, ci fermiamo a riflettere, in ascolto. In questi giorni della GMG, Gesù vuole entrare nella nostra casa; vedrà le nostre preoccupazioni, il nostro andare di corsa, come ha fatto con Marta... e aspetterà che lo ascoltiamo come Maria: che, in mezzo tutte le faccende, abbiamo il coraggio di affidarci a Lui. Che siano giorni per Gesù, dedicati ad ascoltarci, a riceverlo in quelli con cui condivido la casa, la strada, il gruppo o la scuola. E chi accoglie Gesù, impara ad amare come Gesù. Allora Lui ci chiede se vogliamo una vita piena: Vuoi una vita piena? Comincia a lasciarti commuovere! Perché la felicità germoglia e sboccia nella misericordia: questa è la sua risposta, questo è il suo invito, la sua sfida, la sua avventura: la misericordia. La misericordia ha sempre un volto giovane; come quello di Maria di Betania, seduta ai piedi di Gesù come discepola, che ama ascoltarlo perché sa che lì c’è la pace. Come il volto di Maria di Nazareth, lanciata con il suo “sì” nell’avventura della misericordia, e che sarà chiamata beata per tutte le generazioni, chiamata da tutti noi “la Madre della Misericordia”. Allora tutti insieme, ora chiediamo al Signore: lanciaci nell’avventura della misericordia! Lanciaci nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri (recinti e reti); lanciaci nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita. Spingici, come Maria di Betania, all’ascolto di coloro che non comprendiamo, di quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male. Fa’ che volgiamo il nostro sguardo, come Maria di Nazareth con Elisabetta, ai nostri anziani per imparare dalla loro saggezza. Eccoci, Signore! Mandaci a condividere il tuo Amore Misericordioso. Vogliamo accoglierti in questa Giornata Mondiale della Gioventù, vogliamo affermare che la vita è piena quando la si vive a partire dalla misericordia, che questa è la parte migliore, e che mai ci sarà tolta.
Arrivo a Polonia

Le opere di misericordia spiegate con le magliette della GMG

28 y 29 de julio Fiestas Patrias del Perú


27 luglio 2016

Ospedale Camilliani Casoria Sua Ecc. Mons. Prosper visita alla Comunità

Una visita a sorpresa del religioso camilliano Sua ecc. Mons. Prosper vescovo in Burkina faso. La comunità camilliana di Casoria con le consorelle e il superiore provinciale P. Rosario Mauriello hanno vissuto un momento di gioiosa fraternità festeggiando anche Sant'Anna.


Pensieri e frasi del nostro Santo padre Camillo




La gioia di vivere insieme*

Perché sono religiosa/o?
Perché noi scegliamo la vita comunitaria? È una domanda che sembra facile rispondere ma veramente non lo è.
Dobbiamo cercare di capire quello che intendiamo dire e comunicare.
Scegliamo la vita comunitaria; nasce della esperienza della nostra povertà, in questa povertà che esige incontrare persone che possono aiutarci a realizzarci a completare la nostra missione.
La prima comunità, dove noi dobbiamo fissare gli occhi è la comunità Trinitaria, dove il Padre ha bisogno del Figlio e dello Spirito Santo.  Se esistesse un solo Dio non potrebbe comunicarsi ad altri. Lo stesso Gesù se ha Incarnato, e per realizzare la sua opera di salvezza per comunicare il messaggio di amore del Padre, per annunciare al mondo il Vangelo ha avuto bisogno di apostoli, discepoli che continuano a cooperare con Lui.
Siamo poveri alla ricerca di fratelli e sorelle che ci accolgono e che con i loro doni completano la nostra povertà e noi con i nostri doni completiamo la loro povertà e insieme formiamo comunità di comunione e partecipazione.
Ma la comunità nasce anche dalla coscienza della nostra ricchezza, un giorno nella vita scopriamo che portiamo nel cuore un grande desiderio di amare, di consolare di essere misericordiosi, d’annunciare il vangelo di fare conoscere Gesù.
Esperimentiamo in noi il desiderio di incontrare altre fratelli e sorelle ai quali possiamo donare la nostra ricchezza, mettere in comune i doni di grazia, di intelligenza, di entusiasmo per costruire insieme una comunità con cui condividiamo quello che siamo e quello che abbiamo.

Molte volte ascoltiamo religiose religiosi che domandano: che cosa mi da la comunità? questa domanda può portarci al egoismo e all'individualismo e a un senso di frustrazione davanti ai fallimenti della vita.
Dobbiamo porci un’altra domanda che cosa io offro alla comunità? 
E' nella ricerca dei nostri doni o carismi che ci sono estati dati per il bene comune che li mettiamo al servizio degli altri e che generano la gioia di essere comunità.
Nessuno di noi può essere “consumatori” di comunità ma deve essere “costruttore di comunità” la comunità se costruisce insieme, se vive insieme, se realizza la missione insieme. Il bene comune è sempre più importante del bene individuale, come il bene di tutto il corpo è più importante che il bene di un unico membro del corpo.
Perché siamo comunità? perché siamo poveri, perché siamo ricchi!

Cf. Cap. 12 Lettere ai Corinzi
“La compasión, esto padecer-con, es la respuesta adecuada...
La compassione è dunque la “risposta adeguata” al valore immenso della persona malata, una “risposta fatta di rispetto, comprensione e tenerezza".
*Fra Patricio

Noticias desde México!

El sábado y domingo pasado, las hermanas tuvieron un Retiro de Evangelización donde participaron 35 personas. Fue un hermoso encuentro de sanación interior y conversión.
También realizaron una convivencia vocacional de 5 días, donde las jóvenes se mostraron muy contentas y animadas por conocer en el carisma de la misericordia, la voluntad de Dios en sus vidas.

25 luglio 2016

Inno GMG 2016 versione italiana, polaco, inglese e spagnolo


BANUEV - Himno JMJ CRACOVIA 2016 - Versión Oficial en español -"Bienaventurados los misericordiosos"

"Błogosławieni miłosierni" oficjalny Teledysk ŚDM Kraków 2016 [Official Music Video]

Blessed are the Merciful (Alternative Rock Version)

"Blessed Are The Merciful" California [English] version of the 2016 WYD hymn

Pensieri e frasi del nostro Santo padre Camillo


GMG 2016 Cracovia!!!!

Ecco  le prime esperienze​ del GMG svolte nella nostra diocesi di Opole domani partiamo per Cracovia