26 gennaio 2016

Sr. Antonet ci racconta la sua vocazione missionaria. Dalle Filippine a Roma, da Roma all'Argentina!!!

All'origine di ogni vocazione alla vita consacrata c'è sempre un'esperienza forte di Dio, un'esperienza che non si dimentica, la si ricorda per tutta la vita! E' una cosa che non possiamo calcolare o programmare. Dio ci sorprende! E' Dio che ci chiama; però è importante avere un rapporto quotidiano con Lui, ascoltarlo in silenzio davanti al Tabernacolo e nell'intimo di noi stessi, parlargli, accostarsi ai Sacramenti. Avere questo rapporto familiare con il Signore è come tenere aperta la finestra della nostra vita perché Lui ci faccia sentire la sua voce, che cosa vuole da noi.                                                                    Papa Francesco, 4 ottobre 2013
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25 gennaio 2016

Brescia: il Sindaco visita la nostra Casa di Riposo San Giuseppe

Proseguono le visite del sindaco di Brescia Emilio Del Bono nei principali presidi sanitari cittadini. Nella mattinata di mercoledì 20 gennaio, assieme al consigliere comunale delegato alla Sanità, Donatella Albini, Del Bono si è recato nella casa di riposo San Giuseppe, situata in via Milano 69, dove sono ricoverate circa quaranta anziane. 
Anche il personale della struttura è composto solo da donne. 
Il sindaco Del Bono e il consigliere comunale Albini sono stati accolti dalla Madre Superiora Suor Flavia Marchiori e dalla responsabile sanitaria Elena Rovizzi.

La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Ottavo e ultimo giorno

Cuori che ardono per l’unità
Isaia 52, 7-9  
Quant'è bello vedere arrivare sui monti un messaggero di buone notizie, che annunzia la pace
Salmo 30 [29], 1-13  
Hai cambiato il mio pianto in una danza
Colossesi 1, 27-29  
[…] questo progetto segreto, grande e magnifico, preparato per tutti gli uomini. E il segreto è questo: Cristo è presente in voi
Luca 24, 13-36  
[…] spiegò ai due discepoli i passi della Bibbia che lo riguardavano. Cominciò dai Libri di Mosè fino agli scritti di tutti i profeti
Commento
Diverse chiese, in Lettonia, sono state in grado di lavorare insieme nell'evangelizzazione mediante l’Alpha Course, sviluppato nella chiesa anglicana della Santa Trinità, a Brompton, Londra. I Lettoni che sono rinati alla fede attraverso questo programma, rimangono aperti ad imparare ed essere arricchiti dai doni di altre comunità cristiane. Questa esperienza ha suggerito le riflessioni odierne.

I discepoli delusi che lasciano Gerusalemme per Emmaus hanno perso la loro speranza che Gesù fosse il Messia e si incamminano fuori dalla comunità. È un viaggio di separazione e di isolamento.
Per contrasto, il loro ritorno a Gerusalemme è pieno di speranza, con un messaggio evangelico sulle loro labbra. Questo è un messaggio di resurrezione che li conduce nuovamente all'origine, al cuore della comunità e verso una comunione di amicizia.
Assai spesso i cristiani tentano di evangelizzare con uno spirito di competizione, sperando così di poter riempire le loro chiese. L’ambizione supera il desiderio che gli altri ascoltino il messaggio evangelico che dà vita. La vera evangelizzazione è come un viaggio da Emmaus a Gerusalemme, un viaggio dall'isolamento all'unità.

Domande per la riflessione personale
Quali sono i motivi di scontento che ci isolano dagli altri?
Quali sono i doni (iniziative, metodi e programmi) che possiamo ricevere dalle altre comunità cristiane?

Preghiera
O Signore Gesù, Tu hai fatto ardere il cuore dentro di noi, e ci hai inviato nuovamente sulla strada verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, con il messaggio del Vangelo sulle nostre labbra. Aiutaci a capire che la speranza e l’obbedienza ai tuoi comandamenti conduce ad una maggiore unità del tuo popolo. Amen.

Filippine: partecipazione delle nostre sorelle al 51° Congresso Eucaristico Internazionale

Le nostre sorelle stanno partecipando al congresso Eucaristico Internazionale nelle Filippine; ci inviano  foto delle danze che rappresentano il racconto della storia dell'inizio del Cristianesimo nelle Filippine.
 Dopo la rappresentazione a continuato la Santa Messa.

24 gennaio 2016

La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Settimo giorno

Ospitalità per la preghiera
Isaia 62, 6-7  
Sulle tue mura, Gerusalemme, ho messo sentinelle; non devono mai tacere, né giorno né notte
Salmo 100 [99], 1-5  
Acclamate al Signore, genti tutte della terra. Servite il Signore nella gioia
1 Pietro 4, 7b-10  
Siate giudiziosi e sempre pronti alla preghiera
Giovanni 4, 4-14  
L’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente che dà la vita eterna

Commento
L’esperienza di pregare insieme ciascuno degli otto giorni della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha aiutato i cristiani della piccola città di Madona a crescere nella comunione. Un frutto particolare di questa esperienza è l’apertura di una cappella nel centro della città, corredata di elementi dalle tradizioni luterana, cattolica e ortodossa. Qui i cristiani di Madona si riuniscono in preghiera continuativa. Questa esperienza costituisce il sostrato delle riflessioni odierne.

Fino a quando il popolo di Dio sarà diviso e i cristiani saranno estranei gli uni agli altri, noi saremo come Gesù nella Samaria, stranieri in terra straniera, senza sicurezze, senza ristoro e senza un luogo dove riposare.
Il popolo di Dio desiderava un luogo sicuro dove potesse adorare il Signore. Isaia ci racconta della prodigiosa opera di Dio: Egli pone le sentinelle sul muro di Gerusalemme, affinché il suo popolo possa adorarlo in sicurezza giorno e notte.
Durante la Settimana di preghiera le nostre chiese e le nostre cappelle diventano luoghi sicuri, di riposo e di refrigerio per il popolo che si raduna in preghiera. La sfida che proviene da questa Settimana è di creare sempre più luoghi e tempi privilegiati di preghiera, perché mentre preghiamo insieme, diventiamo un solo popolo.

Domande per la riflessione personale
In quale modo possiamo promuovere la mutua ospitalità fra parrocchie e congregazioni nelle nostre località?
Vi è un luogo, nel nostro quartiere, dove i cristiani di diverse tradizioni possono radunarsi e pregare insieme? E se non c’è, come possiamo crearlo?

Preghiera
O Signore Gesù, Tu hai chiesto ai tuoi apostoli di rimanere svegli con te e pregare con te. Fa’ che possiamo offrire al mondo luoghi e tempi privilegiati in cui trovare serenità e pace, affinché, pregando insieme con altri cristiani possiamo arrivare a conoscerti più profondamente. Amen.

23 gennaio 2016

Logo 125° anniversario di Fondazione dell'Istituto

Carissime sorelle:
Siamo ormai alle porte dell'apertura dell'anno in preparazione al 125° anniversario di fondazione del nostro Istituto (2 febbraio 1892 - 2017)
Abbiamo pensato di raccogliere il contributo di ognuna di voi per la creazione del Logo che rappresenterà l'evento.
Pertanto vi invitiamo a risvegliare la vostra creatività e mettervi a disegnare!!!!!
Avete tempo fino meta febbraio per inviarvi la vostra proposta che sarà selezionata dal Consiglio Generale.
In tanto, in modo del tutto provvisorio, proponiamo il seguente disegno scelto dalla Rev.ma Madre, aspettando le vostre idee.
In carità inviare ogni proposta al seguente indirizzo:


concuoredimadre@gmail.com

Preferibilmente inviare il logo già in formato png o jpg. (*)

Breve Spiegazione:
La croce rossa sta a significare la misericordia trasmessa dai nostri fondatori, sulle orme di San Camillo, che abbraccia tutto il mondo. 
Il testo è neutro per evitare fare traduzioni. 
Stemma della croce presso del mosaico ubicato sopra la tomba della Beata Madre Giuseppina Vannini: ogni tassello dello stemma rappresenta ognuna di noi sparse nel mondo per portare la carità di Cristo, buon samaritano. 

(*) Per trasformare il vostro disegno in "immagine": se lavorate in Word, salvare in pdf e dopo nel pdf andare a Modifica e "scattare una foto"; quella immagine selezionata copiarla e incollare nel programma Paint, fare delle modifiche necessarie e dopo salvare in "png o jpg" e così è pronto il vostro disegno in una foto. Qualche dubbi scriveteci!!


"Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo" Mons. Viganò: recuperare il silenzio per tornare a comunicare.


Ecco il testo del Messaggio del Padre Francesco per  la 50ma Giornata Mondiale
delle Comunicazioni Sociali, cliccate sotto.

La Settima di preghiera per l'unità dei cristiani. Quinto e Sesto giorno

Ascolta questo sogno
Genesi 37, 5-8  
Ascoltate il sogno che ho fatto!
Salmo 126 [125], 1-7  
Ci sembrava di sognare
Romani 12, 9-13  
Amatevi gli uni gli altri, come fratelli. Siate premurosi nello stimarvi gli uni gli altri
Giovanni 21, 25  
Io penso che neanche il mondo intero potrebbe contenerli

Commento
La divisione tra i cristiani ferisce. Le chiese soffrono per la loro incapacità di essere unite come un’unica famiglia attorno alla Mensa del Signore; esse soffrono per le rivalità e una storia piena di tensioni. Una risposta individuale alla divisione viene data nel 2005, sottoforma di un giornale ecumenico: Kas Mus Vieno? (Che cosa ci unisce?). L’esperienza realizzata da questo giornale ha ispirato la riflessione odierna.

Giuseppe fa un sogno, che è un messaggio da Dio. Tuttavia, quando Giuseppe racconta il sogno ai suoi fratelli, essi reagiscono con rabbia e violenza perché nel sogno loro devono sottomettersi a lui. Infine la fame porta i fratelli in Egitto e loro effettivamente si sottomettono a Giuseppe, ma invece dell’umiliazione e del disonore che temevano, trovano un momento di riconciliazione e di pace.
Gesù, come Giuseppe, ci rivela una visione, un messaggio sulla vita del Regno di suo Padre. È una visione di unità. Ma, come i fratelli di Giuseppe, anche noi siamo spesso infastiditi, arrabbiati e impauriti da ciò che la visione comporta. Essa ci chiede di accettare e di sottometterci alla volontà di Dio. Ci fa paura perché abbiamo paura di ciò che potremmo perdere. Ma la visione non implica perdita, è piuttosto un ritrovarsi con i fratelli e le sorelle che avevamo perso, è un riunire la famiglia.
Abbiamo scritto tanti testi ecumenici, ma la visione dell’unità della Chiesa non viene soltanto registrata nei testi di accordo, per quanto importanti essi siano. L’unità che Dio desidera per noi, la visione che ci pone davanti, supera di molto quanto può essere espresso in parole o contenuto in libri. La visione deve prendere corpo nella nostra vita, nella preghiera e nella missione che condividiamo con i nostri fratelli e le nostre sorelle. Più di ogni altra cosa, si esprime nell'amore che ci dimostriamo reciprocamente.

Domande per la riflessione personale
Che cosa significa porre i nostri sogni per l’unità dei cristiani ai piedi della croce di Cristo?
In quale modo la visione di unità del Signore chiama oggi le chiese al rinnovamento e al cambiamento?
Preghiera

O Padre celeste, donaci l’umiltà di ascoltare la tua voce, di accogliere la tua chiamata, e di condividere il tuo sogno di unità per la Chiesa. Aiutaci ad essere consapevoli del dolore della discordia. Laddove la divisione ci ha lasciato con un cuore di pietra, fa’ che il tuo Spirito Santo soffi nei nostri cuori e ci ispiri la visione di essere uno in Cristo, come lui è una cosa con te, perché il mondo creda che Tu lo hai mandato. Te lo chiediamo nel nome di Cristo nostro Signore. Amen.

La comunione degli apostoli
V giorno
Isaia 56, 6-8  
La mia casa si chiamerà “Casa di preghiera per tutti i popoli”

22 gennaio 2016

Sao Paulo: Nós Irmãs da Província do Brasil louvamos e agradecemos a Deus pelo dom da vida e vocação da Sup. Odila em nossa comunidade.

Superiora somos gratas a Deus pelo dom de sua vida e vocação, que as graças de Deus estejam sempre presentes em sua vida, que Ele oriente o seu coração, concedendo-lhe muita paz, coragem, amor,que Ele conduza as suas ações no caminho da fé e da esperança.
Que a Virgem Maria e os nossos Bem-aventurados Fundadores intercedam junto a Deus nas suas intenções.

Parabéns pela passagem de seu onomástico, com carinho de suas filhas da Província do Brasil.
Grupo de irmas que concluiram o retiro em Atibaia.