26 aprile 2015

Credo nella mia vocazione: 52° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

1. Credo, mio Dio, nel Tuo immenso amore per me. Mi hai avuto presente sempre, fin dall'eternità! Ero con Te sempre nel Tuo progetto di Amore. Per Amore mi hai chiamato dal nulla. Per amore e solo per amore, gratuitamente, mi hai voluto e chiamato. Per amore hai pronunciato il mio nome e mi hai scelto. Per amore mi hai eletto con vocazione particolare e mi hai preparato oggi questo ambiente nella vita religiosa. Qui, oggi, in questo luogo, realizzi e operi in me il Tuo progetto e piano di salvezza, il Tuo progetto d’amore immenso.

2. Credo nella mia vocazione che mi colloca in una realtà nuova. La mia elezione e ancor di più la mia consacrazione mi pongono in una posizione nuova. So di essere impegnata a “seguire Cristo” più da vicino. Sono convinta di seguire una Persona viva, che richiede un rapporto vivo, profondo, personale, costante e intimo. So che tutto il resto dipende di questa vitalità di comunione con Lui. So che tutto il mio apostolato, il mio lavoro, il mio ufficio, il mio studio, le miei iniziative, i miei incontri con gli uomini…vivono, crescono, maturano se questa nuova realtà è intensamente vissuta da me.
3. Credo nella mia vocazione di ogni giorno perché ogni giorno Dio mi offre la sua proposta. Ogni giorno mi invita ad una “sequela” più impegnata. La MIA è una Vocazione in crescita. Non si è esaurita, chiusa nel primo “Si” detto all'inizio del mio cammino. Non si limita a dire ogni tanto, in momenti di particolare entusiasmo o solennità un “Si” rinnovato con nuovo fervore. Ma un “SI” ripetuto e a volte sofferto, ogni giorno, perché ogni giorno sono chiamata a confrontarmi con Cristo che davanti a me mi insegna il passo. Ogni giorno sono chiamata ad essere “segno visibile e credibile” nella Chiesa. Ogni giorno sono chiamata ad essere “profeta” in mezzo al popolo di Dio. È un “SI” impegnativo che mi coinvolge totalmente e sempre. Che non segna battute di arresto. Che non incontra sempre facile il cammino.

4Credo nelle tue grazie. Sono ben certa della Tua assistenza continua, dei Tuoi doni di ogni giorno, delle Tue parole che impongono la riflessione, delle Tue sollecitazioni al bene, delle Tue pazienti attese, della Tua inesauribile comprensione, del Tuo rispetto nella fatica delle mie scelte.
5. Credo nel valore misterioso e nascosto delle croci. Credo nel valore della sofferenza, dell’incomprensione. Credo nei giorni oscuri dello spirito.      
 Nei momenti duri della prova. Nei momenti in cui ho l’impressione di essere tanto sola. Credo nei mie fallimenti ed errori anche se fatico molto a capirne il senso. Credo nelle “rotture” con le cose, con le abitudini, con le persone, con le separazioni più profonde e più intime. Credo in tutto questo processo di purificazione disposto da Te, per farmi comprendere meglio il Tuo amore. Per farmi capire che tu lavori nel mio spirito. Che Tu vuoi realizzare “in pienezza” il Tuo progetto.
6. Credo nelle miei sorelle. In tutti le mie sorelle, quelle vicini e quelle lontani. Quelle che condividono il mio ideale e quelle che lo ostacolano. Quelle che hanno il mio modo di pensare e quelle che la pensano diversamente. Quelle che approvano e quelle che nutrono nei miei confronti diffidenze, indifferenza, incredulità, forse anche ironia.


7. Credo in tutti miei fratelli poveri e ricchi, capaci e non capaci, perché anche se a tutti in modo non sempre chiaro riesco a capire, mi aiutano ad apprezzare, a sviluppare e far crescere la mia vocazione.
 






8. Credo nella mia vita religiosa. Credo nel carisma dei miei Fondatori, nella validità del loro messaggio. Credo nei voti, nella mia consacrazione. Credo di essere e di dover essere sempre più “segno e testimone vivo” dell’amore di Dio e del Suo Regno. Credo di essere costituita per dono gratuito di Dio nel numero di coloro a cui Gesù si rivolge nel Vangelo di Matteo quando parla di chi sceglie la castità in vista del Regno di Dio.

 


9. Credo nella dimensione immensa della mia vocazione. Nella sua dimensione personale, nella sua dimensione ecclesiale e nella sua dimensione cosmica. Credo alla risonanza del “SI” di ogni giorno in tutto il creato. Credo alle sue esigenze più profonde e più intime.


10. Mio Dio, credo nella mia vocazione! E perché credo non cesserò mai di ringraziarti, anche se sono pienamente convinta che il mio “Grazie” sia sempre tanto povero e limitato.
Credo nei miei superiori che nel servizio del dialogo mi presentano sempre la Tua volontà. Incoraggiali ad avere sempre fiducia, che possano ogni giorni piacerti e darti tutta la Gloria.

Mio Dio aiuta la mia fede!

24 aprile 2015

Missione Camilliana: Parrocchia Gesù Divin Salvatore a Roma

Ecco alcune foto per "assaggiare" la bellezza della carità e la gioia che ha fatto strada a Tor di Cenci in questa settimana missionaria camilliana, invitati dal parroco Don Cicero e accompagnati dai giovani missionari, ministri dell'Eucaristia e missionari della parrocchia...
Don Cicero!
Video Inizio della Missione
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 Simona ci ha accompagnato tutta la settimana con il suo dolce sorriso....
Le coccinelle gioiscono con il Cuore di Camillo....
Alessandro racconta a Don Cicero come ha conosciuto Camillo!
Prossimamente ci sarà di più.....a presto!!!!!

23 aprile 2015

Buon onomastico Santità!

La Chiesa ricorda oggi San Giorgio, una ricorrenza che viene festeggiata in modo particolare dai fedeli perché è anche il giorno dell’onomastico del Papa, Jorge Mario Bergoglio. In tale occasione, Alessandro Gisotti ha intervistato il cerimoniere pontificio, mons. Guillermo Karcher, sacerdote argentino, tra i più stretti collaboratori di Francesco, al quale è legato da oltre vent'anni:

R. – Pensare oggi, in questa festa onomastica, al Santo del Papa – essendo il suo nome di Battesimo Jorge – è bello, perché quando penso a lui, e lo vedo agire, posso dire che è un "San Giorgio moderno", nel senso che è un grande lottatore contro le forze del male e lo fa con uno spirito veramente cristiano: è Cristo che vedo in lui che semina il bene, per combattere il male. E in questo è un esempio, perché lo faceva già a Buenos Aires e continua a farlo adesso con quella semplicità che lo caratterizza, ma che è così forte, così importante in questo momento del mondo, in cui ci vuole la presenza del bene.
D. – In Argentina, anche da cardinale, Francesco si presentava come padre, come padre Jorge. Ma anche ora che è Papa è fortissima questa dimensione della paternità sacerdotale, vero? 
R. – Sì, è vero, anche perché lui è un gesuita, è un padre, e continua ad esserlo. A me commuove ogni volta, ogni mercoledì, quando arrivano gli argentini e li sistemo in questo settore specialissimo, tantissimi lo chiamano “Padre; padre Jorge; Jorge” e veramente si nota la familiarità, questa amicizia che lui ha seminato in tanti anni a Buenos Aires, quando camminava per le strade della città e andava a visitare i posti più poveri della periferia della città, come continuano a sentirlo vicino e lui si rallegra e scambia - sempre con un sorriso, con un abbraccio, con uno sguardo paterno - questo saluto che esce dal cuore delle persone.
D. – Francesco gode di un grande affetto e anche di un’immensa popolarità, ma ovviamente non mancano le critiche, anche nel mondo cattolico. Lei ha mai visto il Papa dispiaciuto per questo?
R. – No, no... sono poche le volte che uno fa un commento… Lui ride e dice: “Va bene, meglio, conosciamo come sono fatte le persone”. Lui, però, ha questa libertà di spirito e questa fortezza interiore. Io penso che sia un unto dallo Spirito. Porta avanti un ministero affidato dalla Chiesa, per il bene della Chiesa e del mondo, e lo fa con serenità e con certezza d’animo.
D. – Il mondo è attratto dalla grande spontaneità di Francesco eppure nell'intimità il Santo Padre è un uomo di grande intensità spirituale, immerso nella preghiera. Lei può dirci qualcosa su questo, anche per la sua prossimità?
R. – Sì, è una persona che ha forgiato – lo dico, lo ribadisco sempre – una forte spiritualità, perché è un uomo di preghiera, un uomo di Dio. Pensiamo solo che ogni giorno dedica due ore, la mattina appena si alza, alla preghiera, alla riflessione. E poi vedo, facendo da cerimoniere, la differenza che c’è tra la sacrestia prima e dopo e la Messa prima e dopo. Mi spiego: lui è uno cui piace salutare tutti i seminaristi, i ministranti e lo fa – come lo vediamo in Piazza San Pietro – con tanto affetto. Una volta però indossati i paramenti liturgici, lui cambia: lo vediamo entrare in Basilica o recarsi all'altare in Piazza come l’uomo della preghiera, l’uomo concentrato su quello che sta per celebrare, il mistero eucaristico soprattutto. E lo stesso quando esce dalla navata centrale della Basilica, quando tutti lo osannano: “Francesco! Evviva! Ti vogliamo bene!”. Lui, però, va verso la sacrestia. Diciamo che fa una parentesi. E questo è esemplare anche per un prete, nel senso che noi stiamo con il popolo, ma quando dobbiamo stare con Dio, stiamo con Dio.
D. – Queste parole sono quasi uguali alle parole che il cardinale Dziwisz diceva come segretario di Giovanni Paolo II…
R. – Sì, posso dare testimonianza anche di Giovanni Paolo II, avendo fatto l’aiutante cerimoniere a suo tempo! Hanno questo in comune: questa presenza di Dio, che si rende forte nel momento opportuno.
D. – Lei era accanto al Papa la sera dell’elezione, reggeva il microfono da cui Francesco parlava per la prima volta Urbi et Orbi. Quale augurio si sente di fare al suo vescovo per il suo onomastico?
R. – Che continui ad essere se stesso, con la sua coerenza e la sua trasparenza. Che continui così, perché sta facendo tanto bene. L’augurio è che San Giorgio lo protegga e che lui continui nella battaglia per il bene, seminando il bene come sta facendo già adesso.   

(Da Radio Vaticana)

Chile celebra 15 años de Fundación!!!

En Linares, Región del Maule, Chile, nuestras hermanas han cumplido 15 años de servicio a los ancianos más pobres de esta ciudad, y han sido celebradas como corresponde y merece. Damos gracias a Dios por el trabajo tan cariñoso y abnegado de nuestras hermanas ( Superiora Sor Marina, Sor Herminia, Sor Evelina, Sor Mery y Sor Nathalie - la primera y hasta ahora única vocación chilena - ) rogamos que puedan seguir sirviendo "con corazón de madre" a los más necesitados, en el espíritu de San Camilo de Lellis, Beato Luis Tezza y la Beata Madre Josefina Vannini, y que el Señor les conceda tantas vocaciones. 
Muchas Felicidades hermanas

22 aprile 2015

Ultimi giorni di visita a Koupéla (Burkina Faso)

 Il vescovo di Koupéla S.E.R. Seraphin Rouamba saluta alla Madre e le sorelle
 Festa delle sorelle...la gioia della danza....
 Visitando la scuola dei Sassi Bianchi...
 Sr. Bartolomea e i suoi bimbi


Buenos Aires: en el Año de la Vida Consagrada Encuentro Provincial de Junioras

En este año de la vida consagrada, nosotras, junioras de la provincia Argentina junto a nuestra Superiora Bianca hemos realizado un encuentro para reflexionar sobre nuestro ser consagradas, para rezar, compartir y enriquecernos espiritualmente y así poder renovar nuestra entrega a Jesús.
Es esta una ocasión en la que nos hemos sentido convocadas a participar vivamente e un encuentro especial con nuestro esposo Jesús, como así también entre nosotras. Creemos que es el momento para mirar en profundidad los objetivos y desafíos que el Espíritu Santo, a través de nuestro Santo Padre nos propone, y que se transformaran con la ayuda de la gracia, en metas a alcanzar a lo largo de nuestra vida como consagradas, y más aun en este año a ella dedicada.


Con 3 objetivos a alcanzar:

1. Mirar el pasado con gratitud
2. Vivir el presente con pasión
3. Abrazar el futuro con esperanza

Con 5 desafios a afrontar:

“donde están los religiosos hay alegría”, que entre nosotros no se vean caras tristes, personas desanimadas, insatisfecheas, porque “una sequela triste es una triste sequela”
“…despierten al mundo...” porque la nota que caracteriza a la vida consagrada es la profesia
los religiosos y las religiosas, a la par de las  otras personas consagradas, son llamadas  a ser “expertos en comunión”
salir de sí mismos para ir hacia las periferias existenciales. “Id por todo el mundo”
espero que cada forma de vida consagrada se interrogue sobre aquello que Dios y la humanidad de hoy nos pide.

Son estos los desafios que pueden transformar este año en un nuevo kayros, un tiempo de Dios rico de gracias y tranformaciones, que va fructificando con la vida y la oracion común, la sobriedad, la simplicidad, la sinceridad y la vigilancia sobre nosotras mismas, la humildad d vivir en constante conversión.
Llamadas y elegidas por Dios para ser en el mundo luz, alegría. Paz, amor… ¡arremanguémonos! 
No nos dejemos vencer por el sueño, por la mediocridad, por la autosuficiencia, por el acomodo y por una vida quieta, que no sabe esperar, desear y buscar.
Mantengamos la vida en nosotras, digamos al mundo que ser consagrados a Dios es un “don” “una alegría” y “una gracia inmerecida”
Demos en todo momento testimonio del anuncio evangélico: “primeriar  en la caridad”, involucrarnos, saber acompañar y  así poder fructificar y festejar el ser “Cosa de Dios” que “solo a él le pertenecemos”.
 Llegando a la casa del Noviciado en San Miguel...
 Sor Laura, Sor Claudia, Superiora Sor Bianca, padre  Juan Carlos Gil, 
Sor Adriana, Sor Cecilia y Sor Yohana.
Para terminar nuestra jornada fuimos al Santuario de la Virgen del Rosario de San Nicolás a dar gracias a Dios….