31 marzo 2015

Argentina: nella solennità di San Giuseppe Sr. Laura rinnova i santi Voti

nella cappella della casa provinciale di Buenos Aires.

Momento della rinnovazione...
 La Superiora Sr. Bianca accetta la rinnovazione di Sr. Laura
 Sr. Susana ricorda i suoi 25 anni di professione religiosa 
(nel prossimo post foto della sua celebrazione fatta il 22 marzo)
Muchas Felicidades queridas hermanas 
San José custodie vuestro camino!

Nuove missionarie al Portogallo!

Son partite per il Portogallo Sr. Irene (del Burkina Faso) e Sr. Eliene del (Brasile) in missione al Portogallo, la prima alla Centro Social di Lamego, e la seconda alla nuova casa di Fatima.
 Sr. Irene e Sr. Eliene
Sr. Eliene con chi è stata la sua formatrice nel Brasile! Sr. Silvana.
Buona missione sorelle,
vi accompagniamo con la nostra preghiera!

Notizie e foto della Madre!

La Madre Zelia insieme a Sr. Sabine hanno finito la visita canonica nella comunità della Parrocchia a Ougadougou ecco le foto della festa conclusiva e la gioia di stare insieme!


Albero tipico chiamato "Baobab" che si trova nella Ecolé Manager, dove le nostre sorelle insegnano alle ragazze differenti uffici: sartoria, cucina ecc.
 Visita e saluto al nostro Cardinale Philippe Ouedraogo della Diocesi di Ougadougou

29 marzo 2015

Buona Domenica delle Palme a tutti! Prepariamoci ad accompagnare Gesù in questa Settimana Santa.

Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betania e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza.
Viene di sua spontanea volontà verso Gerusalemme. È disceso dal cielo, per farci salire con sé lassù «al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare» (Ef 1, 21). Venne non per conquistare la gloria, non nello sfarzo e nella spettacolarità, «Non contenderà», dice, «né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce» (Mt 12, 19). Sarà mansueto e umile, ed entrerà con un vestito dimesso e in condizione di povertà.
Corriamo anche noi insieme a colui che si affretta verso la passione, e imitiamo coloro che gli andarono incontro. Non però per stendere davanti a lui lungo il suo cammino rami d'olivo o di palme, tappeti o altre cose del genere, ma come per stendere in umile prostrazione e in profonda adorazione dinanzi ai suoi piedi le nostre persone. Accogliamo così il Verbo di Dio che si avanza e riceviamo in noi stessi quel Dio che nessun luogo può contenere. Egli, che è la mansuetudine stessa, gode di venire a noi mansueto. Sale, per così dire, sopra il crepuscolo del nostro orgoglio, o meglio entra nell'ombra della nostra infinita bassezza, si fa nostro intimo, diventa uno di noi per sollevarci e ricondurci a sé.
Egli salì verso oriente sopra i cieli dei cieli (cfr. Sal 67, 34) cioè al culmine della gloria e del suo trionfo divino, come principio e anticipazione della nostra condizione futura. Tuttavia non abbandona il genere umano perché lo ama, perché vuole sublimare con sé la natura umana, innalzandola dalle bassezze della terra verso la gloria.
Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi, piuttosto che le tuniche o i rami inanimati e le verdi fronde che rallegrano gli occhi solo per poche ore e sono destinate a perdere, con la linfa, anche il loro verde. 
Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia, o meglio, di tutto lui stesso poiché quanti siamo stati battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo (cfr. Gal 3, 27) e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese.
Dai «Discorsi» di sant'Andrea di Creta, vescovo
(Disc. 9 sulle Palme; PG 97, 990-994)