31 maggio 2013

Video molto speciale per prepararci alla Festa del Corpus Christi

Accoglienza del Cuore di San Camillo a Cremona






Visitazione della Beata Vergine Maria

Maria, Madre di Gesù, fedele nell'accogliere il Verbo, nel cooperare alla sua opera e particolarmente sollecita verso i sofferenti, si presenta a noi quale modello di vita spirituale, di servizio e di empatia verso gli ammalati e ci assiste con il suo materno amore. 
La nostra Congregazione, posta sotto la tutela e il patrocinio della Vergine Maria, ripone in Lei dopo Dio ogni sua speranza e la venera con singolare pietà. Noi la riconosciamo, l'amiamo e la invochiamo come Madre e Regina delle Figlie di San Camillo.
(Dalle nostre Costituzioni 104)
 
Cappella di Grottaferrata 

25 maggio 2013

Tanti auguri San Camillo, apostolo d'amore

Su nei cieli a te risuona, o Camillo, inno immortal
A te fulgida corona cinge il crin patriarcal
Godi in sen del tuo Signore servo vigile e fedel.

Salve, apostolo d'amore, serafino in uman vel. Salve, apostolo d'amore, serafino in uman vel. Degl'infermi e dei morenti, o Camillo, odi il sospir. Sono cuori in te fidenti fra le angosce e il martir. Dolce lor consolatore scendi, Padre, tu dal ciel. Teco esultan nella gloria di più secoli gli eroi Con le palme di vittoria che han mietute ai cenni tuoi. Quanti al campo del dolore ne immolò morbo crudel.
 

25 maggio 1550 nasceva il Santo della Carità

Immagine: Missione Salute Anno XXV - N 3 05/12

21 maggio 2013

Festa dello Spirito Santo a Grotta

 
Donaci il tuo Spirito Signore!
O Signore Gesù Cristo, Tu prima di ascendere al cielo hai promesso di mandare lo Spirito Santo per completare il tuo lavoro nelle anime dei tuoi apostoli e discepoli: concedici di ricevere lo stesso Spirito Santo così che Egli possa perfezionare nella nostra anima il lavoro della tua grazia e del tuo amore.
 
Cappella preparata per le nostre giovane novizie!
 
O Signore, infondi il tuo Santo Spirito in noi e rendici docili alla sua voce. Donaci lo spirito di Sapienza perchè possiamo apprezzare e gustare le cose divine. Concedici lo spirito d'Intelligenza perchè sappiamo comprendere la tua Parola e comunicare con gli altri. Illuminaci con il dono della Scienza e fa' che vediamo Te nelle persone, nella cose e negli eventi della vita e della società. Guidaci col dono del Consiglio e auitaci a scegliere sempre quel che è più utile per la tua gloria, per il vero bene nostro e dei fratelli.
Sostienici con lo spirito di Fortezza perché possiamo resistere alle attrattive del male e alle difficoltà del bene. Comunicaci lo spirito di Pietà per sperimentare la tua tenerezza paterna e trattarti come figli docili e affezionati. Assistici col dono del Timore perché siamo sempre delicatissimi per non darti dispiacere neppure nelle piccole cose. 
Forma in noi Gesù come l'hai formato nel seno di Maria. Amen
(Padre C. Conti Guglia)
Sussidi Rogate. Aprile 2013 NNo LXXVI 

19 maggio 2013

Il soldato di Dio

Un musical anticonvenzionale dedicato alla straordinaria figura di San Camillo:  La colonna sonora è stata scritta appositamente per lo spettacolo per due ore di musica coinvolgente. 32 canzoni che il suo autore, Renato Billi è riuscito a cucire alla perfezione nella storia.
Di solito nei musical “il parlato” è necessario per legare la storia “col cantato”. Billi grazie al frequente uso di due cantastorie è riuscito a rendere fluido lo spettacolo e comprensiva la trama. Le scenografie sono molto semplici del resto lo sfondo deve legarsi alla stessa semplicità che ha reso grande San Camillo. Tutti gli interpreti sono molto bravi nel canto.

La trama: nel sedicesimo secolo, in un mondo che sembra abbandonato da dio: un giovane sbandato pratica il mestiere delle armi per denaro, per poi giocarselo tutto alle carte. E’ un uomo rude che vive senza uno scopo da perseguire. Durante il suo cammino incontrerà la fede e smetterà di scommettere sulle carte per iniziare a puntare su se stesso e sulla carità, dando origine ad una delle più grandi imprese mai realizzate dall’uomo. Camillo annullerà la sua persona per mettersi al servizio dei malati e svolgere le mansioni più umilianti, che nessuno aveva il coraggio di affrontare, riuscendo a coinvolgere altri uomini per rivoluzionare un sistema ospedaliero disastrato, in cui i bisognosi erano trattati come bestie. Nonostante la sua scarsa cultura introdurrà numerose innovazioni e diventerà un maestro della carità; grazie al coraggio ed alla tenacia di questo “vagabondo” oggi l’Ordine dei Ministri degli Infermi è diffuso in tutto il mondo ed ancora i fratelli camilliani operano ovunque, anche in zone dalle difficili condizioni, in missioni a contatto con povertà e malattia.

Camillo de Lellis è l’inventore della scuola infermieristica, è il santo protettore di malati, ospedali, medici ed infermieri... Sembra un racconto nato dalla fantasia, invece si tratta della realtà, ampiamente documentata, la straordinaria vita di un uomo incredibile.

Grazie ai confratelli della Provincia Spagnola.

Buona Visione!
 Primo Atto

Secondo Atto

Quattro secoli dopo San Camillo torna a Cremona

 










[…] Le prime fondazioni fuori Roma. - A distanza di pochi mesi dalla fondazione, il nascente Istituto, allarga i propri orizzonti di carità. Le prime giovani religiose portano la loro testimonianza al di fuori delle mura di Roma. Prime destinatarie in ordine cronologico sono la fondazione di Cremona e quella di Mesagne.
         Entrambe hanno storie molto ricche: la residenza di Cremona, inaugurata dalla stessa Fondatrice Vannini nel 1893, nata per l’assistenza a domicilio, si trasforma col passare degli anni in Casa di Cura; a Mesagne le Figlie di S. Camillo trovano un antico convento francescano che in seguito a trasformazioni radicali diventerà un ospedale per la cura degli ammalati.
        
         a) A Cremona. -         I rapporti tra Roma e Cremona, circa la fondazione di una seconda comunità di Figlie di San Camillo, prendono avvio da una lettera di un religioso camilliano, padre Urbano Frare, superiore della comunità dei camilliani in questa città, al Servo di Dio, datata 25 settembre 1892, nella quale chiede una comunità di suore per l’assistenza alle inferme nelle case private, in Cremona, «dove di simili istituzioni sentesi vivo il bisogno» (v. infra, B, 6).
         L’invito di padre Frare giungeva quanto mai opportuno per la neo- comunità camilliana; infatti proprio lo stesso giorno, 25 settembre 1892, il Prefetto della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, il Cardinal Isidoro Verga, era ricevuto in udienza dal Papa Leone XIII e, alla richiesta di approvazione dell’istituzione delle Figlie di S. Camillo in Roma, ricevette la conferma della risposta negativa già avuta una volta e cioè «non expedire» (v. infra, B, 10).
         L’istanza cremonese, pertanto dà una nuova speranza e possibilità di sopravvivenza alle Figlie di S. Camillo, nel caso esse dovessero davvero allontanarsi da Roma. Questa la motivazione principale che indusse il Servo di Dio ad accogliere così presto la richiesta della fondazione di un’altra casa, nonostante la precocità dei tempi.
         Padre Tezza rispose alla richiesta recandosi di persona a Cremona due mesi dopo, a novembre, per contattare direttamente sia il Superiore p. Frare, e coloro che donavano la casa, sia per ottenere il benestare dell’Ordinario della diocesi (v. infra, B, 20).
         La fondazione di Cremona rappresentava per il gruppo di via Giusti un atto di coraggio e in un certo senso un rischio; le Figlie di san Camillo erano ancora poche di numero e la loro attività in fase iniziale. Inoltre a Cremona veniva meno la presenza del fondatore. Tuttavia essa era un segno della vitalità e dell’entusiasmo che animava il nuovo Istituto.
         Il Tezza nell’agosto del 1893 scriveva al Vescovo di Cremona, Mons. Geremia Bonomelliper ringraziare del permesso ricevuto ed informare che sette religiose «piene del più ardente desiderio di consacrarsi alla cura delle persone malate», stavano per partire (v. infra, B, 9).
         La fondazione camilliana nella città di Cremona ebbe inizio il 17 agosto 1893, in via Gonzaga n. 4, in una casa presa in affitto.
         Le notizie sono date dal Tezza nella Cronaca della Casa di Via Giusti: le religiose scelte per formare la comunità sono sette novizie che, prima di partire, il 15 agosto 1893 emettono a Dio in privato la professione dei voti temporanei, in attesa delle ulteriori disposizioni della Sacra Congregazione. Esse sono: suor Camilla Moggio, posta a guida della comunità, suor Antonietta Elisei, suor Teresa Bevilacqua, suor Agnese Staderini, suor Vittorina Panetta, suor Giovanna Gabellieri, suor Vincenza Ceretti, suor Francesca Rocchi. (v. infra, B, 20).
         L’opera ricevette presto stima e consensi da parte dell’intera cittadinanza, tanto che «molte e pressanti furono fin dal principio le domande d’assistenza diurna e notturna nelle case della città e dei sobborghi vicini. Nello stesso anno vennero fatte anche due domande di nuove fondazioni».Una eco autorevole del favore riscosso dalle camilliane è nella testimonianza di Mons. Bonomelli. Il 26 novembre 1895 scriveva al P. Tezza che la comunità delle camilliane era una benedizione per la città: «La loro condotta è esemplare, la loro carità e prudenza, lo spirito di mortificazione le rendono venerande». (v. infra,  B, 26).
         Il 30 dicembre 1893 inviava a Roma una lettera postulatoria al Papa in favore dell’approvazione del nuovo Istituto, perché «con il loro zelo, con la instancabile operosità e con i loro modi semplici si sono acquistata la stima universale» (v. infra, B, 13).
         L’opera delle figlie di San Camillo in Cremona corrisponde alle finalità proprie dell’Istituto. Su un giornale locale, La Provincia appare un articolo dal titolo Le Figlie di San Camillo, nel quale vengono definite «angeli di carità e di abnegazione» (v. infra, B, 27).
            La comunità di Cremona stava molto a cuore al Fondatore e questa rispose positivamente alle sue predilezioni con un rilevante contributo di vocazioni: la prima entrò nell’Istituto il 24 agosto 1893, dopo appena  nove giorni dall’arrivo delle suore e si trattava della giovane Giulia Ferrari, futura Madre Alfonsina Ferrari, Superiora generale dell’Istituto dopo la Beata Vannini. […]

 Dalla Positio Beato Padre Luigi Tezza
 
Le foto sono di Piera Micieli.
Visita il sito dei camilliani.
http://www.camilliani.it/notgen/articoli/74-ultime/326-dopo-quattro-secoli-san-camillo-e-ritornato-a-cremona.html

18 maggio 2013

Lo Spirito Santo è lo sconosciuto della nostra fede ma è Lui che ci ricorda le cose di Dio



Radio Vaticana 13-05- 2013
È lo Spirito Santo che permette al cristiano di avere “memoria” della storia e dei doni ricevuti da Dio. Senza questa grazia, si rischia di scivolare nell’idolatria. Papa Francesco lo ha affermato all’omelia della Messa presieduta questa mattina in Casa Santa Marta. Alla celebrazione hanno partecipato dipendenti della Direzione tecnica, amministrativa e generale di Radio Vaticana e del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, guidati dai vertici del dicastero, il cardinale presidente Antonio Maria Vegliò, il segretario mons. Joseph Kalathiparambil e il sottosegretario padre Gabriele Bentoglio, che hanno concelebrato col Papa. I
La risposta che San Paolo riceve da un gruppo di discepoli di Efeso, riportata negli Atti degli Apostoli, è sorprendente: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo”. Papa Francesco inizia l’omelia da quelle parole, dallo stupore suscitato da esse in Paolo, osservando però con realismo che l’inconsapevolezza, manifestata dai cristiani di duemila anni fa non è solo “una cosa dei primi tempi”, "lo Spirito Santo - dice - è sempre un po' lo sconosciuto della nostra fede":
“Adesso, tanti cristiani non sanno chi sia lo Spirito Santo, come sia lo Spirito Santo. E alcune volte si sente: ‘Ma io mi arrangio bene con il Padre e con il Figlio, perché prego il Padre Nostro al Padre, faccio la comunione con il Figlio, ma con lo Spirito Santo non so cosa fare…’. O ti dicono: ‘Lo Spirito Santo è la colomba, quello che ci dà sette regali’. Ma così il povero Spirito Santo è sempre alla fine e non trova un buon posto nella nostra vita”.

Invece, prosegue Papa Francesco, lo Spirito Santo è un “Dio attivo in noi”, un “Dio che fa ricordare”, che “fa svegliare la memoria”. Gesù stesso lo spiega agli Apostoli prima della Pentecoste: lo Spirito che Dio vi invierà in mio nome, assicura, “vi ricorderà tutto quello che ho detto”. Viceversa, per un cristiano si profilerebbe una china pericolosa:
“Un cristiano senza memoria non è un vero cristiano: è un uomo o una donna che prigioniero della congiuntura, del momento; non ha storia. Ne ha, ma non sa come prendere la storia. E’ proprio lo Spirito che gli insegna come prendere la storia. La memoria della storia… Quando nella Lettera agli Ebrei, l’autore dice:‘Ricordate i vostri padri nella fede’ – memoria; ‘ricordate i primi giorni della vostra fede, come siete stati coraggiosi’ – memoria. Memoria della nostra vita, della nostra storia, memoria dal momento che abbiamo avuto la grazia di incontrare Gesù; memoria di tutto quello che Gesù ci ha detto”.
“Quella memoria che viene dal cuore, quella è una grazia dello Spirito Santo”, ripete con forza Papa Francesco. E avere memoria – precisa – significa anche ricordare le proprie miserie, che rendono schiavi, e insieme la grazia di Dio che da quelle miserie redime:
“E quando viene un po’ la vanità, e uno crede di essere un po’ il Premio Nobel della Santità, anche la memoria ci fa bene: ‘Ma … ricordati da dove ti ho preso: dalla fine del gregge. Tu eri dietro, nel gregge’. La memoria è una grazia grande, e quando un cristiano non ha memoria – è duro, questo, ma è la verità – non è cristiano: è idolatra. Perché è davanti ad un Dio che non ha strada, non sa fare strada, e il nostro Dio fa strada con noi, si mischia con noi, cammina con noi. Ci salva. Fa storia con noi. Memoria di tutto quello, e la vita diventa più fruttuosa, con questa grazia della memoria”.
Papa Francesco conclude quindi con un invito ai cristiani a chiedere la grazia della memoria per essere, afferma, persone che non dimenticano la strada compiuta, "non dimenticano le grazie della loro vita, non dimenticano il perdono dei peccati, non dimenticano che sono stati schiavi e il Signore li ha salvati”.

14 maggio 2013

Capitolo Generale dei Camilliani

Nel segno della continuità, dell'esperienza e della conoscenza dell'Ordine, i Ministri degli Infermi hanno rieletto Superiore Generale P. Renato Salvatore.

A lui i più sentiti auguri di buon lavoro nella guida dell'Ordine, nell'assistenza agli infermi e nel servizio religioso!

Promettiamo la nostra preghiera e collaborazione per essere insieme "le cento braccia della carità"; il Signore, la Madonna della Salute, San Camillo e i beati camillini le assistano in questa nuova missione!
Tanti Auguri!