29 ottobre 2012

50° anni di fedeltà della cara Sr. Alessia...

...che festeggia con le consorelle dell'Ospedale di Trento dove adesso offre la sua carità e misericordia!!








La comunità dell'Ospedale 
di Trento

La gioia di stare insieme...

Ecco alcune  fotografie della festa che abbiamo fatto nella baita con il personale che lavora nel nostro Ospedale San Camillo di Trento per concludere il periodo estivo....
Hanno aderito circa 90 dipendenti e hanno contribuito in diverse forme per rendere bello questo incontro! E siccome la tavola è un aspetto importante... chi ha portato le bibite, ecc, ecc... chi ha allestito gli ambienti  e ancora chi ha animato la serata con canti. Allegria, serenità e comunione  sono stati i distintivi della serata. Infatti il raduno è iniziato verso le 5 del pomeriggio ed è finito verso le 9 di sera. Arrivati con tanti doni sono andati via pieni di gioia e pace e tanta voglia di ripetere l'esperienza il più presto possibile...

Un'occasione per la reciproca conoscenza e per costruire legami che vanno al di la del rapporto professionale, rinforzare l'identità di chi lavora nella nostra struttura perché il servizio possa avere motivazioni che vanno verso l’Alto.
di Sr. Paula
 






27 ottobre 2012

LA GEORGIA CELEBRA LA BEATA MADRE GIUSEPPINA VANNINI



Oggi abbiamo voluto celebrare la nostra  Beata Madre Giuseppina Vannini insieme ai disabile del centro di San Camillo e ai volontari.
La celebrazione Eucaristica e’ stata celebrata da P. Akaki direttore del centro, insieme a Lui concelebravano P. Paolo superiore della comunità e P. Zigmun, la cerimonia si e’ svolta nella semplicità.
P. Akaki iniziava l’omelia dicendo che il vangelo di oggi ci indicava dove possiamo trovare Dio. Lo possiamo trovare nel volto del fratello e in modo particolare nel malato. Noi sappiamo che Dio esiste che a creato il mondo, noi, tutto per amore, non possiamo pensare che Dio ci a creato e ci a dimenticato perche ha da fare, no! Dio ci pensa sempre siamo per Lui i suoi figli i più cari, per questo a mandato Gesù Lui ci a insegnato che Dio e’ padre.
 Come San Camillo che con viva fede vedeva nel malato lo stesso Cristo anche la Beata Madre Giuseppina Vannini seguendo l’esempio di san Camillo a voluto spendere la sua vita nel servizio ai malati fondando insieme a P. Luigi Tezza la congregazione delle figlie di San Camillo. La Beata Giuseppina Vannini da piccola a sofferto molto, era stata cresciuta dalle suore di san Vincenzo di Paoli, perché a sette anni aveva perso i genitori, poi entrata dalle suore, ma uscita per mancanza di salute; ma Dio permette tutto questo perche per Lei aveva un'altra missione ed in questi momenti di nebbia che Dio le fa trovare P. Luigi Tezza al quale le apre la sua anima e Lui come buon padre le indica la missione che Dio vuole affidarle, servirlo nel Malato. La Beata Giuseppina Vannini seguendo le orme di san Camillo ha lavorato per il bene del malato. Perché Dio ci a detto “Quello che avete fatto al più piccolo l’avete fatto a Me”.
 I santi sono diversi l’uno dall’altro ma quello che hanno in comune è la gioia perché sono felici.
Ringraziamo di cuore Maia disabile del centro san Camillo che a suonato cosi bene i canti e  avvilito la cerimonia. Chiediamo a Dio che presto possa donare alla chiesa la gioia di potere avere presto la nostra Madre agli onori degli altari come esempio e modello per tutti gli operatori che lavorano nel servizio ai malati. Dopo la santa messa ci siamo intrattenuto con i malati e i volontari in un agape fraterno.

 

 Grazie a tutti! da Sr. Corina Mogollon

26 ottobre 2012

Ricordiamo un giovane camilliano burkinabé



Giovedì 25 Ottobre 2012 11:21
Scritto da padre Danio
dal Sito pastorale giovanile camilliani

Il nostro giovane professo Dimitri Dambre, (era nato nel 1991) è deceduto il 22 ottobre, pochi giorni dopo aver concluso il noviziato a Ouagadougou e aver professato i consigli evangelici nell'ordine camilliano.
Dimitri ha lasciato un bel ricordo allo juvenat di Ouagadougou, con il suo amore per il canto e per la liturgia. Amava animare le serate ricreative con le danze e i canti.
I suoi formatori notarono in lui la sua buona volontà e la sua gioia di vivere in comunità con i fratelli e accettarono una sua salute fragile.
La Parola che Dimitri aveva scelto come programma di vita al noviziato aveva un sapore profetico, e si è realizzata; essa era tratta da Gv 12,24:
"In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto." 
Ma Dimitri aveva anche scelto uno slogan, come orientamento:
«Vivere nell'amicizia profonda con Cristo in mezzo ai miei fratelli» ispirato alla Parola di Dio in Luca 19,5 (brano di Zaccheo)
"Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua»!

Purtroppo, dopo due settimane di malaria e di mal di pancia, viene ricoverato all'ospedale il 17 ottobre. Domenica 21 Dimitri ha chiesto di ricevere il sacramento dell'unzione degli infermi e la comunione.

Che il Signore lo accolga fra le sue braccia, insieme a san Camillo e a tutti i nostri fratelli che ci hanno preceduto, e abbia cura di lui per sempre.

24 ottobre 2012

Simposio: La "fantasia della carità" a servizio del malato.

16 ottobre 2012
Inaugurazione della nuova sede del Reparto di Medicina Uomini e il nuovo Triage e sala "Codici Rossi", nell'arco dei festeggiamenti per il Centenario della Casa Madre e della Festa Liturgica della Beata Madre Giuseppina Vannini.
La Benedizione è stata presieduta da Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Francesco Gioia.
Sono state ristrutturati i locali del Pronto Soccorso dell'Ospedale Madre Vannini destinati al triage ed all'assistenza dei pazienti critici.
Di seguito il Simposium nell'Auditorium "Madre Vannini": La fantasia della carità: il malato al centro nell'esperienza Camilliana; contando come relatori Mons. Francesco Gioia, il Dott. Claudio Santini Primario dell'UOC di Medicina dell'Ospedale Vannini; Dott. Demetrio Bilotta CPSE Policlinico Tor Vergata; Sr. Bernadete Rossoni Storica dell'Istituto Figlie di San Camillo; Sr. Teresina Kandathil Dott. e missionaria in Kerala - India; Sr. Lina Ravanelli missionaria in Benin. Moderatore: Dott. Davide Dionisi giornalista Radio Vaticana.








Sr.Bernadete ha parlato sullo sviluppo strutturale ed assistenziale nel corso di questi 100 anni di presenza a Topignattara.


Sr. Teresina ci ha mostrato come si incultura il nostro carisma in India nell'assistenza ai lebbrosi e ai disabili.







Sr. Lina ci ha raccontato l'esperienza di vita in più di 40 anni come missionaria in Africa, dove la carità si fa una vera fantasia d'amore e dedizione...


 Gruppo delle Superiore Provinciali, Superiore Locali d'Europa, Delegate e Formatrici che sono venute per partecipare al Corso di Formazione
nell'entrata dell'Ospedale Madre Vannini

Nel pomeriggio la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza Rev.ma il cardinale Angelo Comastri, animata dal Coro del M° Marco Frisina. Sotto riportiamo l'intervista col cardinale Comastri rilasciata al Dott. Davide Dionisi (Radio Vaticana)

Cento anni e li dimostra. L’Istituto delle Figlie di San Camillo ha festeggiato martedì il centenario di presenza a Roma nell’Ospedale intitolato alla sua fondatrice: la Beata Madre Giuseppina Vannini. Lo ha fatto inaugurando due nuovi reparti e, in tempi di contenimento delle spese, soprattutto in campo sanitario è già questa una notizia. A seguire un Simposio dal titolo eloquente: “La fantasia della carità: il malato al centro dell’esperienza camilliana”. La giornata si è conclusa con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per lo Stato della Città del Vaticano e arciprete della Basilica Papale di San Pietro. “La carità sia la vostra divisa”, ha detto il porporato durante l’omelia, facendo proprio uno degli insegnamenti della Vannini. Gli abbiamo chiesto come è possibile indossare questo abito in una società segnata da tanta indifferenza:

cardinale Comastri. - Ancora di più c’è bisogno di questo abito. Quando il cristianesimo ha fatto i primi passi nel mondo, c’era tanta crudeltà quanta ce n’è oggi, c’era tanta indifferenza quanta ce n’é oggi, perché la lotta tra l’egoismo e la dedizione appartiene alla storia del mondo. Eppure, i cristiani, fin dall’inizio, si sono chinati sugli ammalati con immenso rispetto e con immenso affetto, perché una parola di Gesù ci ha dato una consegna precisa: “Io ero ammalato”. L’ammalato è una delle presenze privilegiate di Gesù nel mondo, nella società, e noi cristiani lo sappiamo. Per questo, all’interno del cristianesimo sono nate verso gli ammalati tante opere di assistenza e di attenzione. Gli stessi ospedali sono invenzione cattolica, sono nati in Chiesa cattolica. L’organizzazione puntuale, programmata del malato, del sofferente, è un frutto del cattolicesimo. Basti pensare a San Giovanni di Dio, basti pensare a San Camillo de Lellis. Questo è l’ospedale. L’ospedale è nato in casa cattolica e oggi continua evidentemente la nostra attenzione verso gli ammalati e non finirà mai, fino al ritorno di Gesù.

Domanda. - San Camillo ci ha insegnato che lo strumento diagnostico più prezioso per la medicina è l’ammalato. Può essere ancora così?

cardinale Comastri. – Certamente, lo strumento diagnostico è l’ammalato amato, l’ammalato ritenuto prezioso e non un peso, l’ammalato ritenuto un dono e non un fastidio. Quando l’ammalato si guarda così e si ascolta così, si può fare una diagnosi, altrimenti si può curare il corpo, ma non si cura la persona.

San Camillo ci ha insegnato che lo strumento diagnostico più prezioso per la medicina è l’ammalato. Può essere ancora così? Con la superiora generale delle Figlie di San Camillo, Madre Laura Biondo, abbiamo affrontato il tema del giorno, la "fantasia della carità". Le abbiamo chiesto come sia possibile essere creativi lungo le corsie di un ospedale, soprattutto quando si è in stretto contatto con chi soffre:

R. – Ci deve essere una carica veramente forte di amore per il malato, meglio di carità. Se c’è questa, allora tutto si può inventare per rendere la degenza di un malato più serena, più umana. E allora sì che come San Camillo, o meglio come il Buon samaritano del Vangelo, noi veramente possiamo inginocchiarci davanti a lui per dirgli il nostro affetto e per dirgli che lui per noi è molto importante, perché ci permette di esprimere quella compassione che il Buon samaritano ha avuto per il malcapitato.