31 dicembre 2011

Presepe di Piazza San Pietro, Città del Vaticano

La trentesima rappresentazione della Natività é dedicata a Maria, la madre di Gesù. L’ispirazione viene anche dalla recente Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, profondamente devoto alla Madonna.
A destra della Natività è riprodotto un fabbricato utilizzato da una famiglia: in primo piano emergono due figure femminili a ricordo dell’incontro di Maria con Elisabetta.

L’edificio sacro riprodotto nella scenografia vuole ricordare l’episodio della presentazione di Gesù al Tempio in occasione della quale Simeone prevede il dolore di Maria per la morte del Figlio.





L’intera scenografia del Presepe si ispira ad un genere iconografico tradizionale. Inserita nei luoghi in cui storicamente si è svolto il sacro evento, la scena principale è definita da elementi che riproducono le architetture ed i luoghi tipici del paesaggio palestinese e spaccati di vita quotidiana.


A sinistra della Natività sono ricostruiti un tempio e alcune abitazioni. In una di queste la disposizione e la scelta delle statue rimandano al lieto annuncio della nascita a Maria da parte dell’angelo Gabriele.










A destra della Natività è riprodotto un fabbricato utilizzato da una famiglia: in primo piano emergono due figure femminili a ricordo dell’incontro di Maria con Elisabetta.


La rappresentazione è stata completata con i tradizionali personaggi provenienti dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Palloti nella Basilica di Sant’Andrea della Valle.
Alla destra del Presepe svetta l’albero di Natale, dono della Repubblica dell’Ucraina. Si tratta di un abete rosso, proveniente dalla regione della Zakarpattia, alto circa 30 metri.
Come ogni anno, i Serivizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano hanno curato il progetto e la realizzazione del Presepio e l’allestimento dell’Albero di Natale. 

Informazione pressa in situ

29 dicembre 2011

Festa della Sacra Famiglia

"La casa di Nazaret è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo…"
"...In primo luogo essa ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile ed indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi da tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo. Oh! silenzio di Nazareth, insegnaci ad essere fermi nei buoni pensieri, intenti alla vita interiore, pronti a ben sentire le segrete ispirazioni di Dio e le esortazioni dei veri maestri. Insegnaci quanto importanti e necessari siano il lavoro di preparazione, lo studio, la meditazione, l’interiorità della vita, la preghiera, che Dio solo vede nel segreto. Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile; ci faccia vedere com’è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale. Infine impariamo la lezione del lavoro. Oh! dimora di Nazareth, casa del Figlio del falegname! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo ma redentrice della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare sotto questo tetto che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine; qui infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mondo e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello, il profeta di tutte le giuste cause che li riguardano, cioè Cristo nostro Signore…"
Discorso tenuto a Nazareth, 5 gennaio 1964, dell’Ufficio della Lettura Liturgia delle Ore.



28 dicembre 2011

Natale a Trento e più foto della Germania

Dalle nostre sorelle che stanno
nell'Ospedale Generale di Zona "San Camillo" a Trento 
immagine del Presepe e
guarda il video della Santa Messa di Natale con il personale. 



video


Vedere con gli occhi del nostro Dio: questa è l'esperienza del Natale, una esperienza sensibile, che non può solo evocare ricordi lontani, ma che coinvolge la storia degli uomini e la nostra quotidiana esistenza.

27 dicembre 2011

"A Natale la Parola è un bambino che non sa parlare.
L'Eterno è un neonato, appena il mattino di una vita.
Un neonato non può far paura: si affida, vive solo se qualcuno lo ama e si prende cura di lui. Come ogni neonato, Gesù vivrà solo perché amato.
Un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia.
Un segno normale, banale addrittura, attesta che Dio è venuto, ha assunto
la fragilità come cifra del eso essere in mezzo a noi,
del suo camminare al nostro fianco, come rivelazione del Padre..."

Ermes Ronchi (dall' Introduzione Natale L'abbraccio di Dio)

 Immagini Presepe Noviziato di Grotta



25 dicembre 2011

Nel  silenzio del mondo è risuonata per noi l’eterna Parola della vita: il Padre vi conceda di essere attenti uditori del Verbo.
Le Figlie di San Camillo porgono un augurio di pace in Colui che è la Pace vera.
Buon Natale e Sereno Anno Nuovo.
Madre Laura Biondo, Consigliere generali e sorelle tutte.

24 dicembre 2011

Catechesi di Papa Benedetto XVI


“ Il saluto che corre in questi giorni sulle labbra di tutti è « Buon Natale! Auguri di Buone feste Natalizie! ». Facciamo in modo che, anche nella società attuale, lo scambio degli auguri non perda il suo profondo valore religioso, e la festa non venga assorbita dagli aspetti esteriori, che toccano le corde del cuore. Certamente, i segni esterni sono belle e importanti, purché non distolgano, ma piuttosto ci aiutino a vivere il Natale nel suo senso più vero, quello sacro e cristiano, in modo che anche la nostra gioia non sia superficiale, ma profonda.
…Viviamo questo evento meraviglioso: il Figlio di Dio nasce ancora “oggi”, Dio è veramente vicino a ciascuno di noi e vuole incontrarci, vuole portarci a Lui.
Egli è la vera luce, che dirada e dissolve le tenebre che avvolgono la nostra vita e l’umanità…
...Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l’amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi.
Guardiamo alla grotta di Betlemme: Dio si abbassa fino ad essere adagiato in una mangiatoria, che è già preludio dell’abbassamento nell’ora della sua passione.
Il culmine della storia d’amore tra Dio è l’uomo passa attraverso la mangiatoria di Betlemme e il sepolcro di Gerusalemme…”

(estratto udienza generale mercoledì 21 dicembre)



23 dicembre 2011

Presepe: un po' di storia

La rappresentazione del presepio, dal latino presepium, cioè mangiatoia, il luogo dove fu deposto Gesù dopo la nascita,
è comparsa nel Medioevo sotto forma di quadri viventi e di narrazioni liturgiche che venivano recitate nelle chiese.
È con questo spirito che san Francesco d’Assisi ebbe l’idea, nel 1223, di celebrare il Natale nella chiesa del castello di Greccio, nel Lazio.
 Si narra che durante la predica del Santo, la statua del Bambino prese miracolosamente vita. L'episodio venne celebrato da Giotto in un famoso affresco che si può ammirare nella Basilica Superiore di Assisi.

La messa fu celebrata su una mangiatoia piena di paglia, ed erano presenti un asino e un bue. Sicuramente ciò incoraggiò la diffusione delle rappresentazioni della Natività.
E’ sempre stato apprezzato il fatto che gli angeli abbiano avvisato della nascita di Gesù i pastori, gente povera e semplice.
Durante il Medioevo, le rappresentazioni liturgiche mettevano in scena il loro arrivo alla mangiatoia nei loro abiti di tutti i giorni.
Naturalmente non veniva dimenticato il corteo esotico dei Magi che giungevano in pompa magna agghindati con costumi principeschi.
Nel XVI secolo in Francia intorno al 1540 o a Praga nel 1562,
comparvero i primi presepi nelle chiese,
piccoli teatri immobili e silenziosi animati da statuette.
Ebbero un grande successo.
I personaggi, che potevano essere anche a grandezza naturale,
restavano in chiesa per tutto l’anno. Fu poi la volta dei presepi familiari.
I primi, molto raffinati, comparvero a partire dal XVI secolo nelle famiglie dell’aristocrazia di Napoli, che facevano a gara per commissionare agli artigiani il presepio più bello.
Poi si diffusero in Provenza, in Spagna e in Portogallo.
Nelle regioni cattoliche i presepi si moltiplicarono nel XIX secolo.
Ancora oggi la tradizione napoletana è molto ricca e i presepi realizzati a Napoli sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

22 dicembre 2011

Presepe a Grotta: e la casa si riempie di luci e colori!


Così i "ragazzi di Sr. Fernanda" si preparano al Natale...

video

Domenica 18 dicembre i "ragazzi di Sr. Fernanda" si sono incontrati nella nostra Casa Generalizia di Grottaferrata per partecipare insiema alla Santa Messa in preparazione al Natale. A presiedere la celebrazione Eucaristica c'era il Padre Mirko, aiutato dal diacono Alessandro. Ambedue fanno parte della Comunità degli Apostoli della Vita Interiore.  
Due speciali ministranti hanno servito la Santa Messa: Gabriele e Piero.
Erano presenti alla celebrazione anche alcuni genitori, fratelli e sorelle dei ragazzi...e. nella attesa del Santo Natale i ragazzi hanno chiesto a Gesù Bambino  di custodire il loro gruppo ed in modo particolare di aiutarli a continuare il cammino iniziato per scoprire  INSIEME le meraviglie del Signore!!!