31 ottobre 2011

Nella Festa di Tutti Santi: ricordiamo al nostro Padre Tezza

1° novembre 1841, a Conegliano Veneto nasce il nostro Beato Padre Luigi Tezza, uomo mosso da un profondo amore verso Dio, aperto ai segni dei tempi e fedele all’ispirazione di San Camillo, fu scelto da Dio non solo per vivere ma anche per trasmettere il carisma della misericordia verso gli infermi. Fondatore della nostra Congregazione, con cura paterna e soprannaturale la guido e offrì il sacrificio della propria vita perché fosse di gloria a Dio e di servizio agli ammalati.
La figura del Padre Luigi Tezza è un modello per ogni cristiano del nostro tempo: per il giovane in cerca della propria vocazione, per l’adulto impegnato in realizzare quotidianamente il progetto di Dio, per l’anziano che vive l’attesa della beata speranza.
La sua spiritualidad si incentra sull’assimilazione dell’amore divino, lasciandosi guidare da un ideale: amare facendo dono della propria vita come Cristo, certo che - come egli diceva – “è bella e cara al Signore la carità che soffre e s’immola”.

Auguri caro Padre Tezza,
dal cielo, prega per noi!

Halloween e il tentativo di fomentare gli adolescenti alle pratiche dell’occultismo

di Padre Francesco Bamonte


Esaminiamo quel tentativo oggi in atto di fomentare tra gli adolescenti una mentalità occultista, per inoltrarli nel mondo dell’occultismo e spingerli alla pratica stessa dell’occultismo. Oggi vi sono lobby che stanno cercando di spostare su un piano diverso quello che era il mondo delle fiabe del passato. I ragazzi, da sempre, hanno nutrito una forte curiosità nei confronti del mondo del fantastico. Si tratta di un’attrazione del tutto normale, che fino a qualche anno fa non era motivo di preoccupazione. Le vecchie favole sono piene di streghe, di fate e incantesimi, ma c’è una grande differenza tra una concezione della magia del tutto innocente che può aiutare gli adolescenti a sognare e a essere creativi -nel campo della letteratura giovanile esistono molti ottimi autori che presentano il fantastico in maniera sana- e l’introduzione invece di un messaggio nascosto o nemmeno tanto nascosto che invita gli adolescenti a compiere rituali di occultismo. Il fenomeno inquietante che si registra ai tempi d’oggi nei romanzi, nel cinema, su riviste per adolescenti, nei fumetti, nei videogiochi e soprattutto su internet, è quello d’indirizzare gli adolescenti su sentieri rischiosi invitandoli esplicitamente a compiere rituali di occultismi.
Scrive Carlo Climati che in tal modo «i giovani sono spinti a credere che l’esoterismo sia qualcosa che non comporta nessun pericolo, come un fuoco che non brucia. E quindi perché non toccarlo? Perché non provarlo?».  Questo invito diventa una porta spalancata sul mondo dell’occultismo che può spingere i ragazzi a inoltrarsi gradualmente sempre più in esso  con pratiche di spiritismo, consultazioni di maghi e cartomanti, sino alla  ricerca di gruppi estremi dove queste pratiche si svolgono collettivamente,  per giungere al satanismo. La trappola che si cela dietro la spinta degli adolescenti all’occultismo è quella di convincere loro di poter ottenere potere sugli altri tramite queste pratiche e risolvere per queste vie i problemi della vita di tutti i giorni.


La menzogna dell’occultismo buono, è tanto più funesta quanto più le saline proposte in simbolo di umani positivi quali la simpatia, l’intelligenza, l’amicizia, lo sforzo, il sacrificio e persino il perdono, con il fine di rafforzare sempre più l’idea di una compatibilità tra l’occultismo e il bene, tra. L’occultismo buono. Anche gli operatori dell’occulto che ricevono i clienti nei loro studi, fanno uso di un linguaggio nobile, edificante, dolce, accogliente, con lo scopo di creare una falsa atmosfera di bontà, di amicizia, di simpatia.
L’interesse dei preadolescenti, degli adolescenti dei giovani per l’esoterismo in tutte le sue forme è cresciuto in modo esponenziale in particolare tra il 2002 e il 2010. Essi sentono un enorme fascino per i fenomeni legati al mondo dell’occultismo, satanismo compreso. Amuleti, tarocchi, sedute spiritiche, oroscopi, musiche con inni satanici, sono diventati compagni di strada delle nuove generazioni vittime di un vero e proprio bombardamento esoterico, attraverso il mondo mediatico.
Un periodo dell’anno in cui cresce a dismisura la spinta degli adolescenti, dei giovani e anche degli adulti all’esaltazione dell’occultismo in tutte le sue forme, è il mese di ottobre. Esso da alcuni decenni è diventato un tempo di frenetica preparazione alla notte tra il 31 ottobre il 1º novembre che per molti è diventata la notte di halloween. Vetrine di pasticcerie addobbate alla moda halloween, negozi di giocattoli, riviste per ragazzi, siti internet che richiamano continuamente ad halloween. Scuole e discoteche addobbate con maschere mostruose che sono una vera e propria esaltazione del macabro. Vengono preparati ed esibiti costumi tra più orribili e dissacranti, spesso gravemente offensivi nei confronti della nostra religione cristiana.
Mentre assistiamo al tentativo di eliminare i crocifissi dai luoghi pubblici o la proibizione, in vista del Natale, dell’allestimento di presepi nelle scuole o di promuovere recite natalizie, nelle stesse scuole si promuovono iniziative come la festa di halloween che è l’esaltazione della realtà spirituale malefica, cioè di tutte quelle forme che incarnano il male, la morte, la paura, il macabro, il demoniaco e nel medesimo tempo è una porta aperta affinché i preadolescenti e gli adolescenti siano spinti all’esoterismo e alla pratica di rituali di occultismo. Le settimane che precedono la notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre sono diventate ormai in non pochi asili e scuole pubbliche la vigilia di  halloween. E la notte di halloween tra il 31 ottobre e il 1° novembre è diventata quella nella quale si registra un incremento impressionante delle pratiche di occultismo e di tutti i rituali di satanismo. Invece di promuovere valori positivi, atteggiamenti morali e spirituali che edificano la personalità dei ragazzi e dei giovani e di conseguenza la società di domani, vengono invece proposti disvalori che non costruiscono, ma distruggono.
Non si tratta solo di un fatto consumistico e carnevalesco, è un vero e proprio rituale di massa che costituisce un’offesa all’autentica pietà verso i defunti che celebriamo nei primi giorni di novembre. Lo scopo nascosto è quello di far familiarizzare l’opinione pubblica, in particolare i bambini, gli adolescenti e i giovani con mentalità e esoteriche e magiche, estranee e ostili alla cultura cristiana. Nonostante non lo si dica, Halloween infatti è una ricorrenza magica. Il mondo dell’occulto così la definisce: “È il giorno più magico dell’anno, capodanno di tutto il mondo esoterico, la festa più importante dell’anno per i seguaci di satana”, il 31 ottobre infatti è una data importante non soltanto nella cultura celtica, ma anche nella stregoneria e nel satanismo. Per la stregoneria la notte del quarto sabba, cioè del convegno delle streghe con i demoni, secondo la stregoneria contrassegnava l’arrivo dell’inverno e la “sconfitta” del sole: freddo, fame, morte (i primi tre venivano fatti in occasione del risveglio della terra dopo l’inverno, all’inizio del tempo della semina e all’inizio del tempo della messe).
La festa cattolica di Tutti i Santi che si celebra il 1º novembre non è legata ad Halloween: fu instaurata da Papa Gregorio IV nell’anno 840. Originariamente si celebrava nel mese di maggio e non il 1° novembre. In inglese la ricorrenza venne poi chiamata All Hallow(s) e la sua vigilia All Hallow eve (vigilia d’Ognissanti), da cui la forma contratta Halloween. Fu nel 1048 che Odilo di Cluny decise di spostare la celebrazione cattolica all’inizio di novembre al fine di detronizzare il culto a Samhain, il “signore degli inferi” che con l’arrivo dell’inverno, cancellava la potenza del dio sole, suo eterno rivale. Il giorno di Samhain segnava l’inizio invernale della metà dell’anno per cui fu chiamato “il giorno in mezzo agli anni” e proprio per questo essere mezzo agli anni fu considerato un momento magico in cui le barriere del mondo dei vivi e quello degli spiriti si assottigliavano tanto da permettere a questi ultimi tornare sulla terra e comunicare con i vivi. In particolare i celti credevano in questo giorno gli spiriti malvagi dei morti ritornassero per creare confusione e caos fra i viventi. La festa doveva placare Samhain e gli spiriti dei defunti.








29 ottobre 2011

Quinta settimana Missionaria
RINGRAZIAMENTO

30 ottobre: XXXI domenica del tempo ordinario
(Mal 1,14b- 2,2b.8-10; Sal 130; 1Ts 2,7b-9.13; Mt 23,1-12)



Essere figli di Dio fa esultare il cuore e rendere grazie per il suo Amore:

Liturgia della Domenica

  • Nella Prima Lettura, il profeta Malachia invita i sacerdoti  a ritornare sulla retta via degli insegnamenti del Signore, che essi hanno dimenticato e corrotto, per poter rendere autentica gloria a Dio, Padre di tutti;
  • Nella Seconda Lettura, rivolgendosi ai Tessalonicesi, l’apostolo Paolo esprime il proprio ringraziamento al Signore, per il modo in cui essi hanno saputo accogliere il Vangelo;
  • Nel Vangelo, Gesù esorta all’umiltà, a non cedere alle tentazioni del potere e della superbia di chi cerca la gloria degli uomini, ma non sa rendere grazie a Dio.
Ritrovare il Signore nella nostra vita, ci rende capaci di annunciare con gioia la sua Salvezza al mondo intero.

PREGHIAMO
·         Per noi che viviamo qui la missione, perché al termine del Mese Missionario, impariamo ad esprimere la nostra riconoscenza al Signore attraverso significativi gesti d’amore.
·         Per coloro che vivono la missione in terre lontane, grati al Signore per la loro preziosa testimonianza, possano continuare a proclamare con coraggio il suo messaggio d’amore, forti della vicinanza del Signore anche attraverso la nostra solidarietà.

28 ottobre 2011

Le nostre sorelle missionarie...

In occasione dell’evento ideato dalla Provincia Autonoma di Trento e dell’Arcidiocesi di Trento “Sulle rotte del mondo”, questo anno la bussola ha puntato la sua lancetta sull’America, ed ecco a Grotta sono arrivate le nostre sorelle missionarie, Sr. Clara Fontanari che svolge la sua azione missionaria dal 1961, prima nel Perù e attualmente nella Colombia e Sr. Carmelina Odorizzi, (che accompagna Sr. Clara a Trento), che fin dal 1967 ha fatto diventare realtà l’ideale missionario del Padre Tezza, nella missione dell’Alto Volta, oggi Burkina Faso. Attualmente si trova in Costa D’Avorio, seminando ancora quella testimonianza di fede e carità, prodigandosi con gioia ed entusiasmo al servizio dei fratelli ammalati e bisognosi nel Centro Sanitario di Kokoumbo. Anche la sua sorella di sangue, Sr. Cesarina è missionaria in Argentina, dal 1971.

Sr. Clara
Sr. Clara e Sr. Carmelina
...i frutti della loro missione....
Un’altra trentina è missionaria in Argentina, Sr. Irene Zechini, ambedue hanno partecipato con la preghiera a questo evento.
Sr. Cesarina

Sr. Irene





















Nell’ultima settimana della Giornata Missionaria mondiale, il tema è centrato sul Ringraziamento: in questo modo vogliamo ringraziare le nostre sorelle che si prodigano con tanto amore, disponibilità a servizio per tutte le persone che incontrano in terra di missione, e preghiamo “perche il Signore conceda loro tanta fede e carità per essere un raggio di luce per coloro che assistono, le sorregga nei momenti difficili, ridonando loro gioia, pace e serenità” e preghiamo anche per tutti i nostri benefattori, che non solo materialmente ma anche con la loro preghiera, sostengono le missione.
GRAZIE CARE SORELLE!!

Guarda il video della Veglia Missionaria nel Duomo di Trento

22 ottobre 2011

TESTIMONE DI DIO

Quarta settimana


CARITA’
“Da questo tutti sapranno che siete mie discepoli,
 se avrete amore gli uni per gli altri” ( Gv 13, 35)


23 ottobre: XXX domenica del tempo ordinario
(Es 22,20-26; Sal 17; 1Ts 1,5c-10; Mt 22,34-40)

Il tema scelto in Italia è: “Spezzare pane per tutti i popoli”. Essa sembra effettivamente tradurre il desiderio della Chiesa universale a riunire tutti
i popoli della Terra nell’unica mensa della Parola e del Pane di vita e ad invocare lo Spirito Santo, perché discenda nei cuori degli uomini e li spinga ad una condivisione più equa e fraterna dei beni materiali in loro possesso.
La Giornata che oggi celebriamo, richiami ognuno di noi alla sua missione di testimone e all’impegno di costruire comunità autentiche, che irraggiano la luce e la forza del Vangelo.

La carità è l’anima della Missione, il cuore della vita cristiana:

  • nella Prima Lettura, con la Legge data a Mosè, il Signore esorta il popolo di Israele alla pietà e alla solidarietà nei confronti dell’indigente, della vedova e dell’orfano;
  • nella Seconda Lettura, Paolo si congratula con i cristiani di Tessalonica divenuti modelli esemplari di fede per altri fratelli greci e macedoni;
  • nel Vangelo, Gesù presenta i due comandamenti da cui dipendono tutta la Legge e i Profeti: l’amore incondizionato e appassionato per Dio e per i fratelli, perfetta sintesi di carità, sul modello dell’Amore divino.

Siamo autentici testimoni di Dio alle genti, dunque veri missionari, quando riusciamo a vivere il comandamento che Gesù ci ha lasciato.

video

PREGHIAMO

“Testimoni di Dio”. Gesù ci chiama a farci testimoni viventi del suo amore per l’umanità. Per questo chiediamo al Signore di crescere come fratelli e sorelle, per condividerlo con tutti.

·         Perché il Papa, i vescovi, i presbiteri e i diaconi, siano sempre fedeli interpreti della Parola di Dio e guide sicure alla testimonianza cristiana della carità per l’uomo contemporaneo.

·         Perché, con la  celebrazione  dell’85ª Giornata Missionaria Mondiale, il Signore conceda alle nostre Chiese locali di crescere nella collaborazione e nel mutuo sostegno con le giovani Chiese, per essere uniti nella testimonianza di Dio Amore.

·         Perché l’impegno a pregare gli uni per gli altri sia la prima forma di comunione e cooperazione tra le Chiese di tutto il mondo.

·         Perché in questa domenica, culmine della settimana dedicata al tema della Carità, possiamo aprire il cuore alle esigenze spirituali della Missione e impegnarci con gesti di concreta solidarietà.

·         Per  tutti  i  missionari  martiri  uccisi  per  annunciare  il Vangelo e tutti i nostri fratelli defunti che nella loro vita terrena hanno  avuto  a cuore le esigenze della Missione.

Ti ringraziamo, Padre, del grande dono della fede. Facci sentire l’urgenza di condividerlo con chi ancora non lo conosce, anche attraverso il sostegno spirituale e materiale dei missionari in terre lontane. Per Cristo, nostro Signore.

21 ottobre 2011

Celebrazione per la prima Festa Liturgica del Beato Giovanni Paolo II


Memoria facoltativa   22 ottobre

Carlo Giuseppe Wojtyła nacque nel 1920 a Wadowice in Polonia. Ordinato sacerdote e compiuti gli studi di teologia a Roma, al ritorno in patria ricoprì vari incarichi pastorali e universitari. Nominato Vescovo ausiliare di Cracovia, di cui nel 1964 divenne Arcivescovo, prese parte al Concilio Ecumenico Vaticano II. Divenuto papa il 16 ottobre 1978 con il nome di Giovanni Paolo II, si contraddistinse per la straordinaria sollecitudine apostolica, in particolare per le famiglie, i giovani e i malati, che lo spinse a compiere innumerevoli visite pastorali in tutto il mondo; i frutti più significativi lasciati in eredità alla Chiesa, tra molti altri, sono il suo ricchissimo Magistero e la promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica e dei Codici di Diritto Canonico per la Chiesa latina e le Chiese Orientali. Morì piamente a Roma il 2 aprile 2005, alla vigilia della II domenica di Pasqua o della divina misericordia. E’ stato beatificato da papa Benedetto XVI il 1° Maggio 2011.





ORAZIONE

O Dio, ricco di misericordia,
che hai chiamato il beato Giovanni Paolo II, papa,
a guidare l’intera tua Chiesa,
concedi a noi, forti del suo insegnamento,
di aprire con fiducia i nostri cuori
alla grazia salvifica di Cristo, unico Redentore dell’uomo.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen

20 ottobre 2011

Nella terza settimana missionaria della Responsabilità...



Ti voglio raccontare 
una breve storia … d’amore.


Dal 1982 nello stato indiano del Kerala a Tariode le Figlie di San Camillo portano avanti una scuola per bambine handicappate...

Attualmente ne ospitiamo  60 dell’età di 4-45 anni. Molte di loro sono orfane,  alcune non sono autosufficenti altre  soffrono anche di epilessia…. Nella scala sociale sono proprio tra gli ultimi…

Grazie alle suore e all’aiuto di alcune volontarie queste bambine ricevono affetto, cure, imparano qualche mestiere… partecipano anche a gare … e riescono anche a vincerle. 


Da cinque anni però quest’opera sta attraversando un grande problema: Nella località di Thariode il governo ha costruito una diga e la casa e la scuola sono circondate da acqua che arriva sino al cortile.


A causa di questo molte delle bambine soffrono di asma e infezioni polmonari. Vicino non c’è un ospedale attrezzato e i trasporti sono un po’ problematici. Oltretutto a causa dell’avanzamento dell’acqua molte delle persone che abitano quella zona  si stanno spostando altrove e l’opera rimane sempre più   isolata.

E’ urgente  trovare una nuova sistemazione …. 

La provvidenza  ha già fatto avere il terreno nella zona di Kuzhinilam ma ….mancano i fondi per costruire la casa dove queste bambine possano trovare un posto sicuro e dignitoso.
Il progetto, secondo le necessità delle bambine consta di un’immobile, su due piani,  che con il terreno circostante si sviluppa per un totale di circa 2.400 mq.… la prima pietra è stata messa …...

Prospetto frontale "Nuova Costruzione"






Progetto piano terra
Progetto piano primo
 


Il costo unitario per la costruzione è
presumibilmente pari a  250 /mq per una spesa prevista di . 600.000.


Se vuoi puoi aiutarci anche tu …

infondo basta  poco …  

metti in azione…

la fantasia della carità ….




 

E loro ti diranno, Grazie!!!




Se lo credi puoi inviare il tuo prezioso contributo a questo c/c postale  n. 10489003

intestato a: 


Istituto Figlie di San Camillo - Missioni-

Via anagnina 18

00046 Grottaferrata (Roma)

mettendo come casuale “per la casa di Thariode”






18 ottobre 2011

Santa Messa della Beata Madre Vannini - Pellegrinaggio di Cremona

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Durante la Santa Messa, nelle mani della
Rev.ma Madre Laura, Sr. Paula rinnova i santi voti.

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Video - Pellegrinaggio da Bucchianico 2010, molto significativo, da vedere!

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15 ottobre 2011


Terza settimana missionaria

"Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo;  
è un dovere"
(1 Cor 9, 16 a)

 

16 ottobre: XXIX domenica del tempo ordinario
(Is 45,1.4-6; Sal 95; 1Ts 1,1-5b; Mt 22,15-21)

La responsabilità esprime il modo in cui testimoniamo la presenza di Dio nella nostra vita:
  • nella Prima Lettura, il profeta Isaia presenta la figura del re di Persia, Ciro, il quale, pur non conoscendo il Signore, viene scelto da lui per ricondurre i Giudei da Babilonia - occupata dall’impero persiano - a Gerusalemme,  mostrando così dinanzi alle genti l’opera di misericordia compiuta da Dio  per il suo popolo Israele;
  • nella Seconda Lettura, i Tessalonicesi vengono ringraziati dall’apostolo Paolo, per l’operosità della fede e la condivisione fraterna, frutto della “profonda convinzione” con cui è stato loro annunciato il Vangelo, per la potenza dello Spirito Santo;
  • nel Vangelo, Gesù non si tira indietro dinanzi alla provocazione dei farisei
    di metterlo alla prova chiedendogli un parere sulla liceità di pagare un tributo a Cesare. Egli risponde, salvaguardando la prospettiva di Dio.
Dobbiamo essere pronti a rispondere concretamente a chiunque ci domandi ragione della nostra fede in Cristo.

PREGHIAMO
·     Per noi che viviamo qui la missione, perché sentiamo la responsabilità di aiutare ogni fedele a compiere scelte di vita cristiana, attraverso una nostra coerente testimonianza evangelica, preghiamo.
·         Per coloro che vivono la missione in terre lontane, perché  le difficoltà che la responsabilità dell’annuncio comporta in culture diverse, non diminuiscano l’entusiasmo di una testimonianza gioiosa, preghiamo.

MUSICAL: Più cuore nelle mani. Back Stage







































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Ultimo giorno della novena

La Sacra Famiglia


Esempio di perfetta unione e comunione è la Sacra Famiglia. Gesù, Maria e Giuseppe sono d’esempio e modello per ogni comunità religiosa. Tre vergini, tre poveri, tre obbedienti, tre caritatevoli verso il prossimo: Gesù, Maria e Giuseppe c’insegnano ogni virtù: sia nella vita nascosta di Nazareth, dove la preghiera e il silenzio regnavano sovrani, sia nella vita pubblica: Gesù Redentore, Maria Corredentrice, hanno insieme realizzato l’opera della Redenzione.
Gesù: la divina Misericordia, Maria: la Madre della Misericordia; Giuseppe: il Custode della divina Misericordia.
È la Trinità in terra, che fa da maestra della carità misericordiosa; è l’amore di Dio, incontenibile in loro, che traspare e si manifesta attraverso l’amore del prossimo.

Prima lettura:
Dall’Esortazione Apostolica Vita Consacrata del Beato Papa Giovanni Paolo II (n. 91)

Maria è colei che, fin dalla sua concezione immacolata, più perfettamente riflette la divina bellezza. «Tutta bella» è il titolo con cui la Chiesa la invoca. «Il rapporto con Maria Santissima, che ogni fedele ha in conseguenza della sua unione con Cristo, risulta ancora più accentuato nella vita delle persone consacrate. In tutti (gli Istituti di vita consacrata) vi è la convinzione che la presenza di Maria abbia un'importanza fondamentale sia per la vita spirituale di ogni singola anima consacrata, sia per la consistenza, l'unità, il progresso di tutta la comunità».
Maria, in effetti, è esempio sublime di perfetta consacrazione, nella piena appartenenza e totale dedizione a Dio.
[…] Vicina a Cristo, insieme con Giuseppe, nella vita nascosta di Nazaret, presente accanto al Figlio in momenti cruciali della sua vita pubblica, la Vergine è maestra di sequela incondizionata e di assiduo servizio. In Lei, «tempio dello Spirito Santo», rifulge così tutto lo splendore della nuova creatura.
La vita consacrata guarda a Lei come a modello sublime di consacrazione al Padre, di unione col Figlio e di docilità allo Spirito, nella consapevolezza che aderire «al genere di vita verginale e povera»di Cristo significa far proprio anche il genere di vita di Maria. viverla in pienezza.

Preghiera:

Padre nostro.
Ave Maria
Gloria.
Beata Madre Giuseppina Vannini, prega per noi.

14 ottobre 2011

Arcidiocesi di Gaeta
Servizio Ufficio Stampa
cellulare 349.4442512 – fax 0771.613376




Comunicato Stampa 616
11 ottobre 2011

SUCCESSO DEI GIOVANI DI MONTE SAN BIAGIO A ROMA
CON UNA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE


Un successo lusinghiero quello conseguito da giovani monticellani a Roma. Un musical è stato presentato da diciotto giovani universitari della Parrocchia di San Giovanni Battista in Monte San Biagio, accompagnati dal loro parroco don Emanuele Avallone, presso l’Auditorium Beata G. Vannini di Roma sabato scorso. Presenti le superiore dell’Ordine Figlie di San Camillo di tutta Italia, le suore e il personale medico che prestano servizio presso l’Ospedale Vannini di Roma, tanti coetanei e i loro familiari e la Madre Generale dell’Ordine delle Figlie di San Camillo, Madre Laura Biondo. Il musical nel primo atto racconta il carisma dei santi fondatori San Camillo de Lellis, il Beato Padre Luigi Tezza e la Beata Giuseppina Vannini.
Quest’ultima è la fondatrice delle Congregazione delle Figlie di San Camillo assieme al Beato Luigi Tezza. La Congregazione si ispira al Gigante della Carità, San Camillo de Lellis, che alla fine del 1500, ha fondato a Roma l’Ordine dei Ministri degli Infermi con il carisma di servire gli ammalati, come una madre cura il suo unico figlio infermo, con un quarto voto di assistenza anche con il pericolo della vita.
In particolare San Camillo ispirò nel 1500 il rame maschile dell’ordine, Tezza e la Vannini il ramo femminile nel 1892. Nel secondo atto come sia importante un contatto umano da parte del personale medico verso i propri pazienti, avendo “Più cuore nelle mani”, come dice il titolo del musical, nel servizio agli infermi e ai sofferenti. Per i giovani universitari della parrocchia, che si sono messi al lavoro in maniera gratuita da maggio fino a oggi più volte a settimana, anche durante l’estate, è stata un’esperienza bellissima e commovente. Mettersi insieme come gruppo, per imparare dai santi giganti della carità, a evidenziare un problema oggi molto scottante, quello dell’assistenza agli ammalati negli ospedali e nelle case. E' stato richiesta da parte della Madre Generale dell’Ordine per gli inizi del 2012, la ripetizione dello spettacolo, oltre che a Monte San Biagio, anche presso Bucchianico, in provincia di Chieti, nella terra di San Camillo de Lellis.
Il Capo Ufficio Stampa Marcello Caliman diacono