30 settembre 2011

Missio Video

Missio Video

OTTOBRE: Mese Missionario; del Santo Rosario e della Beata Madre Giuseppina Vannini


Beata Giuseppina Vannini, (1859-1911) Madre Fondatrice delle Figlie di San Camillo, nata a Roma, dove ha operato allargando il suo sguardo missionario aldilà delle Alpi ed oltre gli oceani fino alle terre di Argentina, ha vissuto portando ogni giorno la croce di Cristo. Una donna, vissuta in quel periodo di grandi cambiamenti e di profetiche transizioni in cui la vita della chiesa entrava in dialogo con gli stati moderni e i movimenti sociali (1878-1914).
Una donna, madre Giuseppina, che, al di là degli eventi più tristi che lieti della breve esistenza (solo 52 anni), sapeva dire sempre "Sì" all'Amore.
Dio conduceva per mano questa sua figlia prediletta a percorrere la strada non certo facile della santità personale e comunitaria (quella delle sue Figlie spirituali) per un progetto di vita religiosa che a distanza di oltre secolo, si riveste di scottante attualità evangelica.

 
Prima settimana missionaria

Tema: la Contemplazione,
fonte della testimonianza missionaria
e garanzia di autenticità dell’annuncio cristiano.


              

“Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi” (Sal. 26, 13)



(27 settembre – 3 ottobre)


3 ottobre: XXVII domenica del tempo ordinario

(Ab 1, 2-3; 2, 2-4; Sal 94; 2 Tm 1, 6-8.13-14; Lc 17, 5-10)

INTRODUZIONE

La Speranza in Dio non delude. Ciascun credente può sempre farne esperienza:

· Prima Lettura, il Signore invita il profeta Abacuc a non disperare, ad
attendere il suo intervento che “non tarderà”, mantenendosi giusto nella fede;
· Seconda Lettura, san Paolo esorta Timoteo ad essere forte nello Spirito e, senza timore, a confidare nell’aiuto di Dio anche nella sofferenza;
· nel Vangelo, Gesù sprona i suoi discepoli ad abbandonarsi a lui con fiducia, come servi umili ed obbedienti.

L’obbedienza nasce dall’ascolto, mantenuto vivo dalla preghiera e dalla contemplazione della Parola di Dio, che aiutano a rileggere gli eventi della vita alla luce della fede.

PREGHIAMO

· Per noi che viviamo qui la missione, perché la frenesia delle nostre attività non ci impedisca di contemplare la Parola per discernere la presenza dello Spirito nella nostra vita, preghiamo.
· Per coloro che vivono la missione in terre lontane, perché le fatiche del difficile apostolato non li distolgano dall’impegno della contemplazione della Parola, unica garanzia di autenticità dell’annuncio che portano, preghiamo.


MESE DEL SANTO ROSARIO



Il Santo Rosario è la pratica eminente della devozione popolare, che è poi l’espressione più semplice di elementi dai significati complessi e molteplici.
I centocinquanta Ave, che sono omologhi ai centocinquanta Salmi, tali che il S. Rosario è detto anche Salterio Angelico o Salterio della Beata Vergine Maria, esprimono la ripetizione continua del nome di Maria e del nome di Gesù, a conferma di una pratica antichissima nella Chiesa che con forme diverse realizza l’invocazione continua del Nome divino.

In occasione della vittoria di Lepanto contro i Turchi (7 ottobre 1571), S. Pio V intese rendere grazie alla Santa Vergine istituendo la festa della Beata Vergine Maria della Vittoria, e patrocinando la recita del S. Rosario, da tempo importante pratica di venerazione e di culto popolare. 
Con Gregorio XIII, nel 1573, la festa prese il nome della Beata Vergine Maria del Santo Rosario e venne celebrata alla prima domenica di ottobre, poiché la vittoria era stata conseguita di domenica, mentre l’intera Cristianità era intenta a recitare con fervore il S. Rosario per la buona riuscita della battaglia. 
Nel 1913, san Pio X la ricondusse alla data storica del 7 ottobre.

Codificata e predicata da san Domenico fin dal 1214, su suggerimento di Maria SS., la recita del S. Rosario si trova ripetutamente richiamata nelle diverse e più recenti apparizioni della S. Vergine. 

MEETING
Madre
Giuseppina Vannini:
“La fragilità fatta coraggio”

2 ottobre 2011 ore 16.30





 _____________________________________________________________________

Centenario della sua nascita al cielo
1911 - 23 febbraio -2011
e
Cinquantesimo anno della presenza delle Figlie di San Camillo a Bucchianico
1961  -  2011
 _______________________________________________________________________


PROGRAMMA
Sala dei Banderesi Comune di Bucchianico


Apertura dei lavori
Suor Graciela Guzman
(Superiora della comunità
casa di Sollievo San Camillo)

Saluto del Sindaco di Bucchianico
Dott. Mario Di Paolo

Vita e storia dei Fondatori delle Figlie di San Camillo
Suor Bernardette Rosoni (Postulatrice delle FSC)

Le Figlie di San Camillo a Bucchianico e nel mondo
Aurelio Bigi
(Assessore alla Cultura del Comune di Bucchianico)

La forza della fragilità
Padre Giuseppe Cinà
(Docente di Antropologia dell’Istituto teologico “Camillianum Roma)

Vita e spiritualità di Madre Giuseppina Vannini
Madre Laura Biondo
(Madre Generale della Congregazione Figlie di San Camillo)

Conclusioni
Padre Bruno Forte
(Arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto)
Moderatrice: Gigliola Edmondo(Giornalista di Rete 8)


L’incontro si concluderà alle ore 19,00
-nella Chiesa di Santa Chiara, a Bucchianico-
Con la Santa Messa celebrata da Padre Bruno Forte, Arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto

29 settembre 2011

Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

è da sapere che il termine “angelo” denota l’ufficio, non la natura. Infatti quei santi spiriti della patria celeste sono sempre spiriti, ma non si possono chiamare sempre angeli, poiché solo allora sono angeli, quando per mezzo loro viene dato un annunzio.
Quelli che recano annunzi ordinari sono detti angeli, quelli invece che annunziano i più grandi eventi, son chiamati Arcangeli…Ma quando vengono a noi per qualche missione, prendono anche il nome dall’ufficio che esercitano.
Così Michele significa: chi è come Dio?...
...quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che è mandato Michele, perché possa comprendere, dall’azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio.
A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato fortezza di Dio; egli veniva ad annunziare colui che si degnò di apparire nell'umiltà per debellare le potenze maligne dell'aria. Doveva dunque essere annunziato da "fortezza di Dio" colui che veniva quale Signore degli eserciti e forte e guerriero. 
               Raffaele, significa "medicina di Dio". Egli, infatti toccò gli occhi di Tobia, quasi in atto di medicarli, e dissipò le tenebre della sua cecità. Fu giusto dunque che venisse chiamato "medicina di Dio" colui che venne inviato a operare guarigioni.                                  San Gregorio Magno


28 settembre 2011

Padre LUIGI TEZZA,

C
onoscere i tuoi pensieri interiori di vita permette di non vedere più, non pensare più allo stesso modo.
Nasce da dentro una forza che mette in cammino e genera la verità di sé, senza condizionamenti.
C
olui che sa fare posto ad altri, e tutto ciò senza del quale non sarebbe più vero: l’altro.
Questa è l’originalità che ci attende nel quotidiano e produce, nella verità, fecondità, creatività e… coinvolgimento, senza prevaricazioni, senza protagonismi.

                                                                                                                                            Caterina Rubino

26 settembre 2011

Festa del Beato Luigi

Durante la solenne celebrazione Eucaristica presieduta dall'Arcivescovo Mons. Tobin, Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, in onore del Beato Luigi Tezza, 5 sorelle hanno emesso la professione perpetua dei Voti Religiosi, altre 4 hanno festeggiato il cinquantesimo di professione religiosa e 1 ha celebrato il venticinquesimo. A queste Sorelle i nostri migliori auguri accompagnati dalla nostra preghiera!

Prima del Si! affidamento alla Madonna





























25 settembre 2011

ADDITARE LA SANTITA'

Insieme agli altri beati e santi, Luigi Tezza, con la sua vita e la sua testimonianza presenta “una misura alta della vita cristiana ordinaria”.  In questo risiede l’aspetto più prezioso della sua eredità spirituale.

Con umiltà e semplicità, egli ha dimostrato che un’esistenza votata al Signore nell’esercizio della carità misericordiosa verso chi soffre, può realizzarsi in pienezza. In lui, infatti, hanno trovato mirabile manifestazione i frutti dello Spirito, quali la gioia, la serenità, “la dolcezza dei modi e l’equilibrio del comportamento”, ingredienti necessari per la propria e altrui felicità.

Sostenuto da una profonda relazione con Dio, e aiutato da un costante impegno per superare le spinte egoistiche della natura, il Tezza ha saputo convogliare le sue energie umane e spirituali in un servizio generoso e disinteressato verso il prossimo. Non è, forse, a contatto con i fratelli e le sorelle che soffrono nel corpo e nello spirito che l’amore trova la sua più efficace verifica?

Se per la sua scelta di vita il Tezza parla in modo particolare alle persone consacrate, il suo messaggio però riesce ugualmente significativo per tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà, soprattutto per quanti tra di loro sono impegnati nel mondo della sofferenza e della salute.

Dalla sua testimonianza di vita, infatti, giungono messaggi semplici e profondi che risuonano positivamente nel cuore e nello spirito di chi vive a contatto con la sofferenza e lavora per la promozione della salute.

Sono inviti a mantenere viva e calda la propria umanità, ad amare la vita e a rispettare la persona umana resa fragile dalla malattia, a trovare nel dono generoso di sé la ricompensa del proprio agire.

A diventare consapevoli che una sola è la risposta all'amore di Dio: l'amore.

(Brusco A., L'amore non conosce confini. Beato Luigi Tezza, pp. 256-257)

 

24 settembre 2011

ULTIMO GIORNO DELLA NOVENA DEL BEATO LUIGI TEZZA

La Madre della Misericordia e S. Giuseppe suo sposo

Nessuno come Maria ha esercitato la sua carità misericordiosa divenendo sotto la croce Madre dell'umanità. Lei, nostra Madre e Regina e San Giuseppe, suo castissimo sposo, ci custodiscano con la loro materna e paterna sollecitudine.

Dalla Lettera ai Galati (4,4-7)

4Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, 5per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. 
6E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! 7Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

Beato Luigi Tezza  - Prega per noi!

23 settembre 2011

NOVENA DEL BEATO LUIGI TEZZA

 Ottavo giorno
PREGHIERA E OFFERTTA DI SE'

  
La preghiera è il respiro dell'anima, dato che senza di essa, la vita dell'anima è destinata a estinguersi in tempo assai breve. Così pure l'offerta di sè, l'accettazione della croce, l'abbandono in Dio, fanno parte in modo prevalente della vita spirituale. La preghiera e la croce, infatti, sono state coltivate prevalentemente e gelosamente dal Maestro Gesù nella sua vita. 

Dalla lettera agli Efesini (6,10-18)

10Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. 11Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. 12La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
13Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. 14State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, 15e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. 16Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; 17prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. 18Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza.

PADRE NOSTRO, AVE MARIA, GLORIA
BEATO LUIGI TEZZA - PREGA PER NOI!

Settimo giorno
IL MINISTERO

"Il ministero che costituisce il fine apostolico specifico del nostro Istituto e che professiamo ocn voto, consiste nell'esercizio delle opere di misericordia spirituali e corporali verso gli infermi negli ospedali e in qualsiasi altro luogo, anche con il rischio della vita, titenendo gran guadagno mirire per il Crocifisso Cristo Geù Signore nostro" (Costituzioni delle Figlie di San Camillo, 66).

Dalla seconda lettera ai Corinzi (6, 3-10)

3Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero; 4ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, 5nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; 7con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti impostori, eppure siamo veritieri; 9sconosciuti, eppure siamo notissimi; moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; 10afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

Beato Luigi Tezza - prega per noi!


22 settembre 2011

LA CROCE DELLA GMG E L'ICONA DI MARIA ARRIVANO IN BRASILE


di Sr Silvana Pizzolato

Il giorno 18 di settembre é arrivata a San Paolo (Brasile) la Croce della GMG con l’Icona della Madonna. La Croce insieme all’Icona di Maria hanno cominciato lo stesso giorno il loro pellegrinaggio per le diocesi del Brasile e giungerà anche ad alcune Capitali dell’America del Sud.
La luce ha brillato Domenica nel Campo di Marte, in San Paolo, e non soltanto per il sole intenso che splendeva nell’immenso cielo azzurro, ma soprattutto per l’arrivo della Croce e dell’Icona di Maria, simboli della GMG. Milioni di fedeli giovani attendevano l’avvenimento, uniti per la fede e per l’amore di Gesú nei loro cuori! 

 Anche noi, del nostro noviziato “Maria Imaculada” de Atibaia ci siamo sentite spronate interiormente a partecipare di questo evento meraviglioso. Con l’appoggio della Caríssima Madre, eccoci lá, in Campo di Marte nell’attesa della Croce e dell’Icona di Maria.



 I giovani accorrevano numerosi da varie parti del Brasile, circa 120 mila. La presenza di religiosi e religiose anche era forte. Dalle 9 del mattino fino alle 15:30 si sono seguiti momenti di preghiera, di animazione spirituale, di show con vari gruppi di cantori religiosi. Insomma il clima era di festa, di tanta gioia e di grande attesa, sotto l’intenso sole che riscaldava ancora di piú i cuori! Alle ore 16:00 é arrivata in processione, portata da giovani  da varie parti del Brasile, la Croce della GMG e l’Icona, affidati ai giovani dal Papa dei giovani  e da loro tanto amato: Beato Giovanni Paolo II. 


L’emozione ha avuto il sopravvento e i giovani hanno davvero esultato  durante tutto il passaggio della Croce: era Cristo che passava in forma visibile fra noi. Pian piano l’emozione ha dato spazio al momento centrale della fede, la solenne celebrazione Eucarística presieduta dall’Arcivescovo di San Paolo, cardinale Odilo Pedro Scherer, del Nunzio apostolico in Brasil, Mons. Lorenzo Baldisseri, del presidente da CNBB, cardinale  Raymundo Damasceno, di vari Vescovi e  religiosi.
“Se qualcuno pensa che la GMG comincia in 2013, si sbaglia – ha detto Mons. Eduardo Pinheiro, Presidente della Commissione Episcopale per la gioventù - La giornata  comincia con l’arrivo dei simboli della Croce e dell’Icona a San Paolo e con il loro peregrinare per il Brasile. La scelta del Brasile per accogliere l’evento della GMG é una chiara manifestazione di amore e di affetto del Santo Padre verso il Brasile e i giovani Brasiliani“.
Questo evento possa davvero rinsaldare i cuori di tutti, giovani e meno giovani, nella fede e nell’adesione a Cristo.

20 settembre 2011

NOVENA DEL BEATO LUIGI TEZZA

Sesto giorno
L'OBBEDIENZA
I religiosi, in spirito di fede e di amore verso la volontà di Dio, secondo quanto prescrivonon la Regola e le Costituzioni, prestino umile ossequio ai loro superiori col mettere a disposizione tanto le energie della mente e della volontà, quanto i doni di grazia e di natura. (Perfectae caritatis, 14).

Dalla lettera ai Filippesi (2,5-11)
5Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, 6il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; 7ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, 8umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. 9Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; 10perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; 11e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

Beato Luigi Tezza - prega per noi e per tutti gli ammalati 

Quinto giorno
LA CASTITA'
La castità abbracciata per il regno dei cieli, quale viene professata dai religiosi, deve essere apprezzata come un insigne dono della grazia. Essa, infatti, rende libero il cuore in modo speciale così da accenderlo sempre più di amore verso Dio e verso il prossimo.

Dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi (7,29-34)

29Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; 30coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; 31quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo! 32Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; 33chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, 34e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria
BEATO LUIGI TEZZA - PREGA PER NOI!
Dozens die in powerful earthquake Move victims likely after tremor hits northeast India, Nepal and Tibet
Courtesy/Source Ucan News
India
September 19, 2011 

Dozens of people were believed killed yesterday after a powerful earthquake rocked northeastern India, Nepal and Tibet.The epicenter of the magnitude 6.8 quake was in India’s Sikkim state, where at least 18 people were killed. It was also strongly felt in West Bengal state, damaging many buildings.Sikkim comes under Darjeeling diocese, the diocesan public relations officer Father Alexander Gurung said today, expressing fears the toll could rise and that rain and landslides were hampering rescue operations.One landslide damaged St Theresa’s School run by Carmelite nuns in Namchi, he added. According to Father Gurung, a Pentecostal pastor of the Believer’s Church in Mangan in Sikkim state was killed and his church destroyed, but there was no official confirmation of the death, according to Jesuit Father Francis George Arukakkal, who teaches at Loyola College of Education in Namchi. Local media reports in West Bengal said at least six people had died in the hill stations of Kalimpong and the plains of Jalpaiguri, while buildings were damaged in Kolkata. In Nepal, three people were killed when the wall of the British embassy in Kathmandu collapsed on top of them, while in the east of the country, two people died in Dharan, according to the Himalayan Times newspaper, and one was killed Taplejung. Officials in both India and Nepal say the death toll is likely to rise as rescue teams reach more remote areas, some of which have been cut off by landslides. Meanwhile, in Tibet, five people were killed according to the official Xinhua News Agency, who said that relief operations were already underway.

NOVENA DEL BEATO LUIGI TEZZA

Quarto Giorno

La Povertà

La povertà evangelica consiste essenzialmente nella rinunzia, e più ancora, nel distacco interiore da ogni affetto ai beni materiali, distacco operato allo scopo di seguire e imitare con la massima perfezione possibile Gesù Cristo povero, per raggiungere in questo modo la perfezione della carità.

Dalla seconda lettera ai Corinzi (8,1-4; 7-9)
1Vogliamo poi farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia: 2nonostante la lunga prova della tribolazione, la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono tramutate nella ricchezza della loro generosità. 3Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi, spontaneamente, 4domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei santi.
7E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest'opera generosa. 8Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. 9Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria

Beato Luigi Tezza - prega per noi!

19 settembre 2011

Parrocchia San Pio X - Conegliano

Ieri, 18 settembre, la comunità parrocchiale di San Pio X a Conegliano,
ha celebrato solennemente il centenario della nascita al Cielo della Beata Giuseppina Vannini.
Hanno concelebrato la Santa Messa il Parroco Don Pierpaolo e altri 4 sacerdoti.
Erano presenti diverse autorità locali, collaboratori, amici e la comunità parrocchiale.

A Don Pierpaolo il nostro più sentito grazie per la sua grande stima verso le Figlie di San Camillo che operano presso la Casa Fenzi accanto ai nostri cari anziani.









Posted by Picasa

16 settembre 2011

NOVENA DEL BEATO LUIGI TEZZA

Terzo Giorno

LA CARITA'
La carità è una virtù teologale infusa da Dio nella volontà per cui amiano Dio per se stesso sopra tutte le cose e il prossimo per amor di Dio. La creatura umana che per sua natura è serva del Creatore, mediante la carità diviene figlia ed amica di Dio. Se tale servitù la nobilita tanto, poiché servire Dio è regnare, chi potrà misurare l'altezza cui la eleva la carità di Dio, la quale "è largamente diffusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato?" (Rom. 5,5)

Dalla Prima Lettera ai Corinzi (13,1-8)  
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona e un cembalo che tintinna. 
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto sopporta. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà; la carità non avrà mai fine. 
Parola di Dio
Padre nostro, Ave Maria, Gloria
 
Beato Luigi Tezza - Prega per noi!  

  
Secondo giorno
LA SPERANZA
Il desiderio del Sommo Bene è innato i noi, che siamo usciti dalle mani del Creatore e naturalmente aspiriamo a Lui. La speranza: “è una virtù teologale infusa da Dio nella volontà, per cui confidiamo con certezza di ottenere la vita eterna e i mezzi necessari per giungervi”. Infatti possiamo e dobbiamo avere la certezza assoluta che, appoggiati all’onnipotenza ausiliatrice di Dio, nessun ostacolo ci può impedire di raggiungere la salvezza. (S. Tommaso)

Dalla lettera ai Romani (5,1-5)
Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza.
La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Parola di Dio
 
Padre nostro, Ave Maria, Gloria
 
Beato Luigi Tezza - Prega per noi!  
 
  Primo giorno
  LA FEDE  
Lodiamo il Signore per il dono del Beato Luigi Tezza, Fondatore della Congregazione delle Figlie di San Camillo. Dedicare a Lui una novena, significa ringraziare Iddio per averci dato un Sacerdote camilliano santo, mentre siamo invitati a imitare le sue virtù, che ha esercitato in grado eroico. Riflettiamo sulla virtù della fede.
La fede "è una virtù teologale infusa da Dio nell'intelletto, mediante la quale diamo il fermo assenso alle verità rivelate per l'autorità o la testimonianza di Dio stesso che le rivela".

Dalla lettera ai Romani (1,11-17)

Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale 
perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi 
mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io. 
Non voglio pertanto che ignoriate, fratelli, 
che più volte mi sono proposto di venire fino a voi - ma finora ne sono stato 
impedito - per raccogliere qualche frutto anche tra voi, 
come tra gli altri Gentili. Poiché sono in debito verso i Greci 
come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti: 
sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi 
di Roma. Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio 
per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. 
È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, 
come sta scritto: "Il giusto vivrà mediante la fede".
Parola di Dio
 
Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Beato Luigi Tezza - Prega per noi!  

  

13 settembre 2011

Christians ‘must understand poor better’

Leading academic says spirituality is the key to helping fight poverty, injustice Courtesy/Source : Ucan News
Sri Lanka
September 13, 2011

 People living in extreme poverty in Sri Lanka Christians looking to combat poverty and injustice should develop their own spirituality and try living among the poor to get a better understanding of the conditions these people live in, according to a leading academic.“Many people around the world just don’t realize the kind of life marginalized people lead because they are subject to rampant materialism which makes them individualistic and selfish,” said Anton Meemana, professor of philosophical and religious perspectives in reconciliation and peace at La Salle university in the Philippines.Many Christians in Sri Lanka are no different since their lifestyles are seducing them into to buying more and more,” said the academic, who is also a visiting lecturer at Sri Lanka’s University of Kelaniya.He was speaking yesterday during the 13th Commemorative Lecture on Mother Teresa at Caritas Sri Lanka’s auditorium in Colombo.He said by living with the poor, “we can learn from them how they feel about being deprived.”“All human problems are spiritual problems and the solutions are also spiritual. Our society needs a deep spiritual foundation, not a materialistic one,” he told an audience of Christian priests, nuns and lay leaders.“A truly religious person is a spiritual person, a just person, an authentic person. Each individual must try to live a just life with personal integrity and that can help forge a just society. We also need leaders with impeccable integrity. It is the responsibility of every Christian to be a blessing to others,” he continued.Andrew Samaratunge, president of the Sri Lankan Movement for Justice, Peace and Reconciliation agreed with Professor Meemana’s comments, adding: “Poverty and injustice in this country are linked. The majority of affluent people are indifferent to the suffering of the poor and the marginalized.”Christians as a whole, not just Church leaders, must examine their conscience with regard to their obligations to ensuring justice for the poor and the marginalized, he said.

11 settembre 2011

E' ora di ricominciare...


Lunedì, 12 settembre, si torna a scuola...si inizia un nuovo percorso di studi, si conosceranno nuovi amici, nuovi insegnanti....insomma si attendono tante novità! Ma prima di tutto è meglio che ci mettiamo d'accordo su cosa fare come gruppo di ragazzi del postcresima. E' sempre un'avventura perseverare dopo che non c'è più un "obbligo" di frequentare il catechismo, ma se tra di noi si è creato un legame bello ed è nata un'amicizia in Cristo, allora TUTTO E' POSSIBILE!
E così...niente meglio che passare una giornata insieme...come ha fatto Sr. Fernanda con i suoi mitici ragazzi. Certo, non tutti erano presenti, ma resta la fiducia che al prossimo incontro verranno!
AUGURI RAGAZZI E BUON CAMMINO...
Posted by Picasa